
Padri e figli
Care sorelle, cari fratelli, tre frasi per concludere l' Antico Testamento nel canone cristiano.
Tre frasi. Un dito punta verso il passato, uno verso l' ultima pagina della storia del mondo, e uno al cuore, al cuore della persona per aprire un presente.
Tutta la profezia si conclude qui. Queste tre frasi vogliono essere il ritornello che rimane nell'orecchio, da canticchiare uscendo da qui.
Ricordati della legge di Mosè, il mio fedele servo. La prima parola ci chiama all' eredita di un passato. Ricordati.
Ricordati delle parole che consegnai al mio servo Mosè. Su una montagna nel deserto vi ho dato delle regole, dritte, comandi, raccomandazioni, vi ho dato 10 parole per vivere.
Ricordati. La mia legge comincia con tre grandi si .
Prima di tutto, si, Io sono il tuo Dio. Il Dio che ti ha liberato, il Dio che non ha sopportato la tua schiavitù. Il Dio che ha udito le tue grida e ha risposto, il Dio che apre il mare e crea una strada. Io sono un Dio geloso di te, che per mille generazioni accompagnerà il tuo sentiero e farà del bene alla tua discendenza.
Si, io sono il tuo Dio. Il secondo si riguarda il tempo.
E io ti regalo un tempo per noi. Un giorno della settimana ti dona un ritmo per tutte le settimane. 6 giorni ti occuperai dei tuoi figli, della tua casa, del tuo lavoro, ma il settimo giorno e' un giorno per me e te. Ti fermerai. Benedico questo giorno in cui il tuo quotidiano si ferma e siamo io e te, in una pausa, in un rapporto. Intorno a te si fermerà tutta la tua famiglia, la tua servitù, lo straniero che capita a casa tu, persino il bestiame. Un giorno per noi, si, un tempo per noi.
IL terzo si riguarda la tua prima palestra di relazione, Mamma e Papa', chi ti mette al mondo.
E dato che tu provieni da un fiume di discendenza, sappi che sei un po’ tua madre e un po' tuo padre e in loro imparerai a rispettare te per quanto hai i loro occhi, le loro mani, per quanto ti hanno insegnato della vita e depositato nel tuo cuore. Io, il tuo Dio ti vedo come una perla in una collana, vedo con occhio mite chi ti ha procreato e per diventare madre e padre a tua volta viaggia sereno in questo fiume di generazioni, con dolcezza rivolto verso di loro. Ti verrà da li la fiducia per ogni nuovo giorno. Si, portali come un riflesso dell’amore che ti ha lanciato nel mondo, io sono il Dio di tuo padre e di tua madre.
Con questi tre grandi 'si' puoi vivere, alcuni 'no' ti fanno da argine nei tuoi passi. Nel cerchio dell’umanità dove ti trovi, con il tuo prossimo non usare contro gli altri quanto non vuoi che ti accada. Lasciagli la vita, il respiro, gli affetti, il loro possesso, non inventare nulla di falso, non desiderare il lavoro, la casa, la moglie o il marito, in una parola la vita del tuo prossimo perche' tu hai gia' la tua.
Ricordati la legge del mio servo Mose, tre grandi si, alcuni no, essa contiene tutto quanto ti possa servire per vivere la liberta che ti ho donata. Ricordati di me.
Care sorelle, cari fratelli,
per concludere tutta quanta la profezia questa prima frase rimanda alla Torah, a Mose', all' inizio, un incontro su una montagna, queste parole non scadono, ricordati e' anche dire, fidati, io non cambio. I miei si e i miei no rimangono tali.
Dal punto lontano nel passato il testo salta all’ultimo momento della storia, il giudizio che verrà, il giorno del Signore, per riequilibrare i piani storti, per risarcire i defraudati, per tutelare i più deboli.
L' ultimo momento della storia sarà un grande resoconto, terribile come la verità. Sara quando questa legge verrà applicata, ognuno verrà misurato su di essa, sarà un giorno di grida e disperazione per far sorgere il sole della giustizia. Sarà anche il giorno in cui finalmente la vedova, l'orfano e lo straniero avranno per mano di Dio il loro diritto. Dio inizia la storia e la conclude, memore della sua promessa, guarda ogni pagina e ogni momento e mette in ordine.
La prospettiva fa tremare ogni cuore. Dentro di noi sappiamo dei nostri chiaroscuri, dell' impasto ambiguo che siamo.
Care sorelle, cari fratelli, non sono “gli altri”, non e' “la gente”, la gente siamo noi.
Capaci di ingiustizia, di ferire, di indurire il cuore, di dimenticare che l' essere umano davanti a noi e' carne della nostra carne. Ma Dio sa che siamo anche capaci d altro. E per questo non viene a condannare un'umanità, subito prima non si stanca di fare un ultimo tentativo di conversione.
Ti manderò il mio profeta Elia, manderò davanti a me, prima del mio giudizio, ancora una volta un messaggero. Voglio mettere tra voi e questo ultimo giorno la possibilità di girarsi all’ultimo sui tacchi, di rispondere al mio 'si' con il tuo.
Elia, che non e' mai morto, che Dio ha chiamato a se', segna l ultima tappa in una storia di possibili ritorni. Perche' questo Dio non si stanca di chiamare, di lanciarsi verso di noi. Perche' ancora una volta chiama alla conversione. Un momento prima di scendere dal trono della misericordia e salire sul trono della giustizia io vi manderò chi potrà convertire tutti coloro che non si sono ancora decisi per me. Il mio giorno non viene a sorpresa, a tradimento, non ho piacere di cogliervi in fallo, fino all’ultimo voglio ritardare il giudizio.
Qui ci aspettiamo un programma di predicazione. Elia compierà una missione. Discorsi accesi, presenza carismatica, ad uno ad uno aiuterà le persone a volgere lo sguardo verso Dio. Ricordati la legge, il giorno del Signore e' imminente. Ci aspettiamo che Elia porterà argomenti per Dio, farà l' avvocato dell' unico Dio. E invece qui il testo ci sorprende. Niente di tutto ciò.
Elia verrà mandato da Dio non per parlare di Dio . Le parole sono gia' dette. Non per predicare, sapete gia' la mia volontà. Non per riprendervi perche' vi sapete riprendere da soli. Elia verrà per entrare nel cuore, nell’intimo dei vostri rapporti. Padri e figli e figli e padri si sentiranno girare il cuore gli uni verso gli altri.
Elia verrà mandato da Dio non per parlare di Dio . Le parole sono gia' dette. Non per predicare, sapete gia' la mia volontà. Non per riprendervi perche' vi sapete riprendere da soli. Elia verrà per entrare nel cuore, nell’intimo dei vostri rapporti. Padri e figli e figli e padri si sentiranno girare il cuore gli uni verso gli altri.
Care sorelle, cari fratelli, il cuore. Che coraggio di concludere tutta la profezia su questa parola carnale, umana. Il cuore. Il luogo della comprensione più profonda, dell’intendere senza saper dire, il centro dell’essere umano. Quando i padri portano i figli e i figli vedono i padri, quando le madri liberano le figlie e le figlie ascoltano le madri. Quando una generazione elargisce all’altra il tempo, l' attenzione, l' amore che porta vita, la pace si radica nel centro di una società. I padri parlano la lingua del passato, i figli la lingua del futuro. I padri vivono la vita del passato, i figli cercano di costruire un domani. Le madri dicono della partenza e le figlie cercano l' arrivo. Le madri sono la caverna dove si nasce, le figlie cercano la casa di domani. Ma se in queste lingue diverse, in questi tempi diversi madre e figlia si guardano negli occhi e comprendono con il cuore, la storia che scrivono ´e' di entrambe. Madri e figlie, figli e padri con un cuore rivolto gli uni verso gli altri.
Questa parola cuore ci catapulta nella preghiera ebraica più importante: ascolta Israele! Il Signore e' nostro Dio, il Signore e' uno solo. E amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutto il tuo respiro, e con tutta la tua forza. Nel cuore serberai queste parole. Dal cuore ti usciranno quando li racconterai ai tuoi figli, alle tue figlie, il cuore e' la fonte dalla quale zampilla il racconto tra te e Dio. Mi amerai. Il cuore della persona come la centrale di comunicazione, qui si radica il rapporto.
Un cuore di pietra sarà sostituito con un cuore di carne. Un cuore nuovo abiliterà a vivere dalla più intima cella della società, dal centro della città, dal cuore verranno nuovi cieli e nuova terra.
Care sorelle, cari fratelli,
vi manderò Elia, lui volgerà i cuori, io cerco di intervenire ancora una volta. L' ultima nota non e' un comandamento, e' una promessa. L ultima parola e' che Dio promette un ultimo tentativo. Così vuole concludere. Io ancora per te. Che Dio instancabilmente fedele. Che Dio testardo, deciso per noi. Un Dio che non molla. Un Dio che gioca ancora una carta.
Ricordati, 10 parole, io sono il tuo Dio.
Il finale e' un giudizio, perche' sono giusto, ma prima non resisto, non posso farne a meno,voglio mandarti ancora un messaggero. Dal cuore si trasformerà ogni rapporto. E se questa fosse una lettera chiuderebbe: con tutto il cuore. Il tuo Dio. Amen
JULIA HILLEBRAND - 29 gennaio 2012







