;

 


16 | 12 | 2017

Login Form



La preoccupante crescita dei fanatismi

È uscita tre settimane fa la traduzione italiana dell’ultimo testo di Amoz Oz, significativamente ed ironicamente intitolato “Cari fanatici”. Si tratta di una raccolta di tre brevi saggi, il primo dei quali dà il titolo al libro e contiene le riflessioni su cui, quest’oggi, vorrei soffermarmi insieme con le lettrici ed i lettori.

Nel suo argomentare lucido e accattivante, Amos Oz mette in luce tre caratteristiche che contraddistinguono il fanatismo nelle sue molteplici forme. Il primo tratto saliente è rappresentato dalla propensione integralista al dogmatismo: il linguaggio dei fanatici è assertivo, alieno da ogni problematizzazione ed estraneo alla fecondità dell’interrogazione e del dubbio. Il fanatico afferma e crede ciecamente in ciò che afferma: a suffragio delle sue tesi non stanno argomenti, ma tautologie, che egli presenta come indiscutibili verità. Il contraddittorio non fa parte del suo - ristrettissimo - universo concettuale: non ha nulla da apprendere, il fanatico: ha soltanto da insegnare e, quel che è peggio, da redimere.

Leggi tutto...

AlessandroMigliore predicazione dell'anno

È il pastore valdese Alessandro Esposito uno dei tre vincitori della seconda edizione del premio dedicato alla miglior predicazione dell'anno indetto dalla Federazione delle chiese protestanti svizzere (FEPS). Il premio, che quest'anno ha come motto "Osar pensare, poter agire, amare credere", desidera riaffermare la centralità della predicazione nella tradizione riformata: nei templi elvetici, infatti, domenica dopo domenica oltre duemila predicatori e predicatrici salgono su un pulpito per proclamare la parola di Dio e condividere riflessioni sull'importanza dell'Evangelo nei nostri tempi. La predicazione è anche, a suo modo, un'opera d'arte in cui convergono teologia, espressione orale e esperienza di vita.

Come ricorda Gottfried Locher, presidente del Consiglio della FEPS «l'obiettivo non è quello di favorire la concorrenza, ma di rendere merito e onore ai predicatori cui è concessa l'opportunità di mettere in luce il proprio lavoro». «Attraverso le loro parole - prosegue Locher - è Dio stesso a interpellare l'essere umano. Ecco perché oggi, forse più che mai, la predicazione è un'opportunità per la chiesa e per la società». Tre le categorie previste: una denominata "premio speciale", una per le lingue tedesca e romanza, l'altra per il francese e l'italiano.

Leggi tutto...

credereChe significa 'io credo in Dio'?

Quando qualcuno dice “Io credo che esiste Dio”, abbiamo l’impressione che abbia detto qualcosa. Dunque, che cosa ha detto? Per quanto riguarda credere, come abbiamo ricordato in queste stesse pagine, il verbo è usato appositamente in un modo ambiguo, che non permette di sapere se chi lo pronuncia accetterebbe la parafrasi “senza alcun dubbio Dio esiste”, oppure “sono sicuro”, o “forse esiste Dio”, oppure “mi piacerebbe se esistesse Dio”, eccetera.

Quanto a Dio, per sapere che cosa è stato detto dovrei sapere che cosa è “Dio”, ma davve­ro non lo so. Nessuno lo sa. L'idea di Dio è irrappresentabile. Si comprehendere potuisti, aliud pro Deo comprehendisti (Agostino di Ippona): se ti sembra di capirlo, non è Dio. E dunque le persone, quando dicono “io credo in Dio”, non sanno che cosa stanno dicendo.

Leggi tutto...

 

Lutero-ebraismo-510Lutero e l’ebraismo: una questione spinosa

 

di Alessandro Esposito

1. L’ebraismo nel contesto della società cristiana medievale: una sintesi

Prima di accingerci allo studio specifico relativo alla posizione di Lutero in merito al popolo ebraico ed alla sua tradizione di fede e di pensiero, è opportuno stilare un profilo sintetico di quello che era il quadro offerto dalla società cristiana medievale in ordine alla questione che intendiamo affrontare ed approfondire. 

Gli storici dell’età medievale e di quella cosiddetta proto-moderna sono pressoché concordi nel rilevare un alto grado di segregazione e discriminazione a danno degli ebrei in seno ai distinti contesti dell’Europa occidentale cristianizzata: molteplici erano difatti in tal senso i provvedimenti restrittivi messi in atto nei confronti dei sudditi di tradizione culturale e religiosa ebraica, i quali erano estromessi dalla giurisdizione civile per ciò che concerneva l’eredità della terra e di beni immobili, nonché impossibilitati all’esercizio di funzioni pubbliche. Da tale esclusione deriva la dedizione degli ebrei ad attività commerciali e di prestito di denaro, nonché alla professione medica, nella quale eccelsero sin dalla tarda età antica grazie alla loro preparazione scientifica e pratica.

Leggi tutto...

martinlutero1517 – 2017, 500 anni dalla Riforma

 

Lutero ha aperto in molti modi la strada al mondo moderno, laico e multiculturale. È per questa ragione che occorrerebbe trasformare la ricorrenza del 31 ottobre 2017 (il cinquecentenario dell'affissione delle 95 tesi di Wittenberg) in una vera e propria festa di liberazione.

La cosiddetta “civiltà occidentale”, se è quello che è (quando lo è), tollerante e democratica, lo deve in gran parte a lui, a Lutero. Non è certo un’esagerazione collocare il Grande Riformatore fra i giganti nella storia del pensiero, qualificandolo come uno degli uomini di spicco – con i quali ogni tanto l’umanità ci sorprende – purtroppo non sufficientemente riconosciuto e apprezzato per il valore e l’influenza che la sua opera ha avuto nel forgiare il mondo moderno.

Il Cattolicesimo da una parte, con il suo strapotere, bollando e perseguitando il grande Riformatore come pericoloso eretico, ha insistentemente lavorato per secoli, calunniando e degradando la sua persona e la sua opera; il Luteranesimo dall’altra ha agito riduttivamente, imbalsamando questo grande personaggio storico nella figura di “fondatore di una nuova Chiesa”, mentre Lutero è stato indubbiamente molto, ma molto di più.

Leggi tutto...

amiciziaUn uomo solo è schiavo due amici sono liberi

Siamo davvero in grado di autodeterminarci? Oppure come sembrano suggerire i dati dello neuroscienze si tratta di un’illusione? Tra letteratura, filosofia e religione, l’idea controversa della salvezza umana.

Possiamo iniziare a chiederci quanto nella storia si sia effettivamente data la presenza allo stato puro del binomio dittatura-schiavitù e del suo opposto democrazia-libertà: forse né gli schiavi dell’antica Grecia e dell’antica Roma erano così privi di libertà come in prima battuta si ritiene (per rendersene conto basta pensare alla figura del servus callidus nelle commedie di Menandro e di Plauto), e forse noi cittadini delle democrazie contemporanee non siamo esenti da forme di servitù a volte così pesanti da trasformarsi in autentiche schiavitù. La questione del grado di libertà della nostra esistenza diviene poi ancora più complessa se si prendono in esame i diversi livelli di cui si compone la vita, e oltre al livello economico-sociale e a quello politico si considera quell’intricato labirinto che chiamiamo coscienza individuale. Ognuno di noi rispetto a se stesso (rispetto al codice genetico, alle determinazioni familiari e ambientali, alle esigenze corporee, al carattere, alla psiche, all’inconscio…) è libero o schiavo?

Leggi tutto...

ateismo-510Vivere senza Dio

Si può vivere, e come, senza Dio? È la domanda centrale a cui cerca di rispondere il recente libro dell’ex segretario dell’Uaar Raffaele Carcano, Le scelte di vita di chi pensa di averne una sola, Nessun Dogma, Roma 2016, un volume di facile e gradevole lettura, ironico e autoironico, aperto, critico, antidogmatico, ricco di utili informazioni pratiche e di sottili suggestioni teoriche.
Innanzitutto, chi è il «senza-Dio»? Bisogna subito dire che nella società sempre più secolarizzata di oggi la maggioranza delle persone, in Italia non credenti, ma anche cattolici non praticanti e atei devoti, a dispetto del papa emerito Ratzinger, vivono di fatto non «come se Dio ci fosse», ma, al contrario, «come se Dio non ci fosse».

Leggi tutto...

AVVISO:  I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, si accetta l'utilizzo dei cookie da parte nostra. I nostri sono solo cookie tecnici, ovvero quelli in grado di registrare informazioni per non costringerci a digitarle ogni volta che visitiamo il sito.