;

 


16 | 12 | 2017

Login Form

chiesaDiamo congedo alla sorella Matilde

Isaia 40:27-31

Caro Franco, cari parenti e amici, care sorelle e cari fratelli

ho scelto questi versetti del profeta Isaia in questo giorno in cui dobbiamo dare congedo alla sorella Giovina Matilde Leone perché, leggendoli, mi hanno subito richiamato alla mente le parole affettuose con cui Franco ieri mi ha parlato della sua cara mamma.

Il profeta Isaia dice al versetto 31:”ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”.

La forza e la tenacia, il non arrendersi e il non abbattersi sono qualità che, insieme alla grande generosità e disponibilità, hanno sempre contraddistinto la sorella Matilde, come veniva chiamata da tutti coloro che la conoscevano.

 

Forza e tenacia che l’hanno accompagnata quando nel 2002 è venuto a mancare il compagno di una vita, il pastore Paolo Giunco, che con grande impegno e spirito di testimonianza evangelica ha servito le chiese di Trapani e Marsala.

Quella stessa forza, insieme ad un amore appassionato, l’hanno portata a seguire il pastore Giunco nei suoi diversi spostamenti durante il suo ministero nella chiesa. L’hanno portata a correre e a camminare insieme a lui seguendo gli impegni e i ritmi frenetici di una vita condotta al servizio della Parola di Dio.

Quella stessa forza Matilde l’ha trasmessa in modo particolare al figlio Franco in un affettuoso abbraccio materno nel momento in cui il compagno di una vita, quel papà sempre presente, è venuto a mancare.

Un momento questo che ha messo a dura prova la sorella Matilde, che ha dovuto accettare il distacco e la separazione dal suo caro marito, che era tutto per lei.

Ma lei ce l’ha fatta, è andata avanti da sola, con le sue forze, facendosi sempre coraggio anche quando l’assenza di Paolo si faceva sentire più delle altre volte. L’ha fatto per lei, l’ha fatto per Franco.

Una donna, Matilde Leone, che ha dedicato sé stessa alla cura della famiglia, una donna punto di riferimento presente e costante per Paolo e per Franco, per una famiglia unita e serena che nei 40 anni di vita insieme ha vissuto momenti di gioia, di serenità ma anche di piccole difficoltà, che sono poi quelle che viviamo tutte e tutti nella quotidianità della nostra esistenza.

La prova forse più dura che Matilde Leone è stata chiamata a sostenere è stata quando tre anni fa, per via di un incidente domestico, è caduta e la caduta le ha provocato la rottura del femore.

L’incidente ha costretto la sorella Matilde a rimanere a letto per un mese, senza potersi muovere, senza poter camminare.

E’ stato un momento molto difficile per lei, per lei che pensava che fosse giunta la sua fine in quel momento. Si era lasciata andare, non voleva più mangiare.

Eppure Matilde Leone non si è mai rassegnata a quella che per lei era un’umiliazione, dover stare a letto senza muoversi e senza poter fare da sola quello che era solita fare ogni giorno.

A quel punto, grazie all’aiuto di una persona a lei vicina che l’ha incoraggiata a rimettersi in piedi, Matilde ha ritrovato quella forza che l’ha sempre contraddistinta e che le ha permesso di tornare com’era prima. E’ potuta tornare a prendersi cura delle sue piante e del suo giardino, è potuta tornare a partecipare ai culti domenicali nella chiesa di Trapani.

Nell’esistenza della sorella Matilde Leone, nella sua famiglia, la Parola di Dio ha sempre trovato dimora e la fede ardente di Matilde l’ha risollevata anche quando le forze erano deboli e traballanti. Il Signore le ha donato nuove forze, come dice il profeta Isaia, e l’ha alzata in volo come un’aquila.

Non ho avuto il piacere di poter conoscere personalmente la sorella Matilde Leone, ma conservo di lei comunque un piccolo ricordo che è quello di averla vista partecipare al culto celebrato in questo tempio la domenica appena trascorsa.

Ho chiara l’immagine della sua figura, soprattutto quando l’ho vista alzarsi, col suo treppiedi che la sosteneva nei suoi passi, ed avvicinarsi per donare la sua piccola offerta per l’opera della chiesa.

Ciò che mi ha colpito è stata proprio la sua forza, che le ha permesso di compiere piccoli passi, di muoversi e di camminare.

Questa è l’immagine che ho di Matilde Leone e che desidero restituire a Franco, ai parenti ed amici, alla comunità.

Care e cari voi tutte e tutti qui riunite e riuniti è giunto il momento adesso di dare congedo a Matilde Leone.

Noi affidiamo la sorella Matilde nelle mani di Dio Padre che l’ha creata. La affidiamo nelle mani del Figlio che è morto e risorto per lei. Affidiamo Matilde nelle mani dello Spirito Santo che ha fatto nascere e crescere la sua fede.

Prendiamo congedo da Matilde Leone sperando in Gesù Cristo che ci ha risuscitati tramite la sua morte sulla croce. Egli ha fatto del tutto per la nostra salvezza. Come Dio ha risuscitato Gesù dai morti, così risusciterà anche Matilde e le darà nuova vita nella sua presenza. È per grazia che lei è stata salvata. Ed è questa fede nella grazia di Dio che Matilde ha cercato e trovato.

Caro Franco, cari parenti ed amici il Signore Iddio vuole accompagnarvi nei prossimi mesi quando la memoria di Matilde vi rattrista. Dio asciuga le vostre lacrime. Dio sente il vostro gridare; vi dona conforto e consolazione. Dio non vi lascia da soli. Il Signore desidera farvi grazia. Amen.

 

29 AGOSTO 2017 - FUNERALE GIOVINA MATILDE LEONE a cura di Angelita Tomaselli

 

 

 

 

Share

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

AVVISO:  I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, si accetta l'utilizzo dei cookie da parte nostra. I nostri sono solo cookie tecnici, ovvero quelli in grado di registrare informazioni per non costringerci a digitarle ogni volta che visitiamo il sito.