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22 | 11 | 2017

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salutoLa pace e la spada

 Il testo che viene proposto oggi alla nostra meditazione – Mt 10,34-39 - è sconvolgente. Mi sono proposto, nel rifletterci sopra, di attenermi al principio di Lutero: confrontarmi con la NUDA PAROLA con la mente NUDA, cioè ripulita dai pregiudizi, dai modi di pensare che, inevitabilmente, mi porto addosso. E' facile dirlo, ma non mi risulta per niente facile farlo. In concreto, che significa, per me, confrontarmi con la "nuda parola"? Non cercare commenti, la storia delle interpretazioni; leggere e riflettere.

 Matteo 5,38-48 - Voi avete udito che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente" Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol farti causa e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello. Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle. Voi avete udito che fu detto: " Ama il prossimo e odia il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli, poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.

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CONOSCERE DIO

Come si può conoscere Dio? Nella Bibbia sta scritto che "Dio abita una luce inaccessibile, che nessun uomo ha mai visto né può vedere" (I Timoteo 6: 16). E i teologi hanno sempre detto che Dio è trascendente, perché appunto trascende, supera e oltrepassa totalmente ogni realtà della natura. Uno di loro, Karl Barth, ha detto che Dio è Altro, parola che corrisponde a quella biblica Santo, che vuol dire separato da tutto ciò che esiste, pur essendo presente ed operante in esso col suo Spirito. Sempre nella Bibbia spesso sta scritto che Dio è in cielo o nei cieli - com'è detto anche nel Padre Nostro - nel significato metaforico, detto anche da Calvino, che come il cielo è immensamente alto al di sopra della nostra testa, così lo è Dio.
Per questo, Dio ha dato nel Decalogo questo comandamento: "Non farti scultura né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non prostrarti davanti a loro e non li servire" (Esodo 20: 4-5). Questo comandamento vieta non solo le immagini di falsi dei, ma anche il tentativo di farsi un'immagine di Dio stesso. Infatti quando gli Israeliti se lo rappresentarono con la statua di un vitello d'oro, non perché pensavano che Egli fosse come un toro, ma solo per esprimere visibilmente e con quel metallo prezioso l'idea della sua potenza, Dio li punì severamente (Esodo 32). Quindi questo Dio non può e non dev'essere rappresentato o immaginato, anche mentalmente, in alcun modo, perché appunto Egli è totalmente Altro da tutto ciò che noi umani possiamo pensare o immaginare.

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Aprire i nostri sensi

«Condussero da lui (da Gesù) un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gli imponesse le mani. Egli lo condusse fuori dalla folla, in disparte, gli mise le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; poi, alzando gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: “Effetà!” che vuol dire: “Apriti!” E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse la lingua e parlava bene. Gesù ordinò loro di non parlarne a nessuno; ma più lo vietava loro e più lo divulgavano; ed erano pieni di stupore e dicevano: “Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i muti li fa parlare”» (Marco 7: 32-37)

Noi tutti abbiamo cinque sensi che ci permettono di rapportarci col mondo esterno. Eppure nei testi biblici spesso vengono messi in risalto solo la vista e l’udito. Nel nostro testo di oggi incontriamo un uomo sordo che non sente e, quindi, non riesce a parlare bene. Spesso un individuo sordo è anche un individuo muto, in quanto non può apprendere il funzionamento del linguaggio se non è in grado di sentire. Il nostro testo non ci informa su chi fossero coloro che lo portano davanti a Gesù, implorandolo di intervenire con l’imposizione delle sue mani. Certamente erano degli amici che volevano aiutarlo, conducendolo da questo strano maestro, di cui si narravano interventi di liberazione e di guarigione. Non conosciamo nemmeno il nome di questo sordomuto, anonimo rappresentante di tutti i sordomuti bisognosi di aiuto.

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EFFATÀ! = APRITI!

«Condussero da lui (da Gesù) un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gli imponesse le mani. Egli lo condusse fuori dalla folla, in disparte, gli mise le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; poi, alzando gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: “Effatà!” che vuol dire: “Apriti!” E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse la lingua e parlava bene. Gesù ordinò loro di non parlarne a nessuno; ma più lo vietava loro e più lo divulgavano; ed erano pieni di stupore e dicevano: “Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i muti li fa parlare”» (Marco 7: 32-37)

Leggendo questo passo dell’evangelo di Marco o ascoltandone la lettura, forse pensiamo alla non felice condizione dei sordi, che li isola, impedendo la comunicazione con altri mediante parole dette e udite. Essi stessi non parlano bene perché non riescono a sentire le loro stesse parole. Però tutte le altre persone sono ben liete di avere un udito buono o almeno sufficiente, e quando questo si indebolisce usano i moderni apparecchi acustici che lo migliorano. Eppure tutti, in certe condizioni, siamo sordi verso la Parola di Dio. Quest’affermazione può sembrare non vera o per lo meno esagerata, perché noi ascoltiamo e riceviamo con piacere la Parola di Dio.

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