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21 | 09 | 2017

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     diritto IL DIRITTO DEL GIUSTO   

  1.  Ancora un brevissimo tempo e il Libano sarà mutato in un frutteto, e il frutteto sarà considerato come una foresta.In quel giorno i sordi intenderanno le parole del libro e, liberati dall'oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno.19 Gli umili potranno ancora gioire nell'Eterno e i poveri dell'umanità esulteranno nel Santo d'Israele.20 Poiché il tiranno sarà scomparso, lo schernitore sarà distrutto, e saranno sterminati tutti quelli che tramano iniquità,21 che condannano un uomo per una parola, che tendono tranelli a chi giudica alla porta, pervertono il diritto del giusto per un nulla.22 Perciò cosí dice alla casa di Giacobbe l'Eterno che riscattò Abrahamo: «D'ora in poi Giacobbe non dovrà piú vergognarsi e la sua faccia non impallidirà più;23 ma quando vedrà i suoi figli, l'opera delle mie mani nel suo mezzo, essi santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il DIO d'Israele.24 I traviati di spirito giungeranno ad avere intendimento e i mormoratori, impareranno la sana dottrina. (Isaia 29,17-24)

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studio biblicoIl buon pastore legittimo

Care sorelle e cari fratelli,

è sempre un grandissimo piacere per me tornare a predicare su questo brano, uno dei miei preferiti in assoluto.

Il testo si apre subito con un dialogo tra Gesù e i giudei; un modo particolare in cui Gesù entra subito nel vivo della questione, introducendo all’improvviso la parabola del buon pastore con la formula: “In verità, in verità vi dico”.

Parte subito la bella metafora pastorale con l’utilizzo di immagini simboliche: in un recinto munito di porta e custodito da un guardiano entra il pastore per fare uscire le sue pecore al pascolo, segni distintivi del pastore legittimo. Egli entra nel recinto attraverso la porta ed è accolto e riconosciuto dal guardiano. Invece il ladro e bandito non entra attraverso la porta, ma scavalca il recinto. Un dettaglio questo che ne rivela il carattere abusivo e pericoloso.

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AngelitaIl fico sterile Mt 21,18-22

Mai più nasca frutto da te, in eterno”, dice Gesù.

E’ stata proprio questa frase ad essermi rimasta particolarmente impressa dopo aver letto la parabola la prima volta.

Ciò che mi ha colpito, ciò che mi ha turbato, è stato che una sentenza così dura e fulminante sia stata pronunciata proprio da Gesù.

La sentenza suona come una punizione, suona come una maledizione e, di fatto, lo è.

E’ una condanna senza una prescrizione limitata nel tempo, è una condanna che dura in eterno. Una maledizione che non consente appello alcuno. Una maledizione pronunciata dalla bocca di Gesù, il figlio di Dio, fa un certo effetto. Sembra quasi di vedere Gesù che, con sguardo tagliente, scaglia la maledizione.

Gesù, di fatto, compie un miracolo: rende sterile un fico che non ha frutti ma solo foglie. Nel Vangelo di Matteo Gesù compie diversi miracoli che hanno carattere positivo, sono miracoli a fin di bene, miracoli che portano un rinnovamento nell’esistenza di chi li ha ricevuti.

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past.GarufiL’INVITO DI GESÙ

«Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo». (Mt 11,28-30)

Questo è l’invito che Gesù rivolge a tutti coloro che sono “affaticati e oppressi” o secondo un’altra traduzione “stanchi e carichi”. I pesi che essi portano sono tutti quelli fisici, psichici, spirituali e morali che affaticano, stancano e opprimono i loro corpi, le loro menti e le loro anime. Quindi sono sofferenze fisiche ed anche psichiche: come mali di vario genere, problemi difficili da risolvere, errori commessi e loro conseguenze, contrasti con persone con cui si vive… insomma sono tutte quelle cose che ci affliggono fisicamente, moralmente e spiritualmente.

Ebbene, Gesù invita tutti coloro che ne soffrono ad andare da lui. Lo ha fatto già quando egli era fisicamente presente sulla terra, e tutti quelli che sono andati a chiedergli perdono, guarigione, liberazione e consolazione hanno ottenuto sempre questi beni meravigliosi. Basta leggere i vangeli per vedere che nessuna persona andata da lui a chiedergli aiuto se ne è tornata a mani vuote.

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