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21 | 09 | 2017

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vedovaGESU’ E LA VEDOVA                                                                                              

 Gesù, sedutosi di fronte alla cassa delle offerte, guardava come la gente metteva denaro nella cassa: molti ricchi ne mettevano assai. Venuta una povera vedova, vi mise due spiccioli, che fanno un quarto di soldo. Gesù chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: “ In verità vi dico che questa povera vedova ha messo nella cassa delle offerte più di tutti gli altri, poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, ma lei, nella sua povertà, vi ha messo tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere”.

Questo brano del Vangelo di Marco (12,41-44) è molto famoso. L’elemosina della povera vedova. Eppure, letto così, a me sembra monco, incompleto. Non è chiara la situazione.  Che sta facendo Gesù? Occorre allargare lo sguardo a ciò che  Marco racconta poco prima e poco dopo. Alcuni commentatori hanno detto che questo racconto è come la parte centrale di un trittico, che in pittura indica un dipinto diviso in tre parti, ben distinte ma che si completano a vicenda.

IL QUADRO PRECEDENTE è questo: “Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro  che vendevano e compravano nel tempio, rovesciò  le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio” (Marco 11,15-16)    e, prima di raccontare l’episodio della vedova, Marco scrive: “Gesù, mentre insegnava nel tempio….diceva ‘Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, i saluti nelle piazze, i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti; che divorano le case delle vedove e fanno lunghe preghiere per mettersi in mostra. Costoro riceveranno una maggiore condanna’ “ ( Marco 12, 35…..38-40) 

Vediamo ora IL QUADRO SUCCESSIVO di questo trittico, in continuità col quadro centrale:  “ Mentre egli usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: ‘ maestro, guarda che pietre, che edifici! ‘  Gesù gli disse: ‘ Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata’   “.( Marco 13, 1-2) 

E’ molto  probabile che i sacerdoti del tempio, gli scribi, insomma oggi noi li chiameremmo la “casta al potere”, avessero infiltrato fra coloro che seguivano Gesù ( che non erano soltanto i “dodici”)  degli informatori, che li tenevano aggiornati -“in tempo reale”  diremmo noi oggi – di tutto ciò che diceva e faceva. Infatti in un altro punto del capitolo 11  Marco ci informa che “I capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui , perché tutta la folla era piena di ammirazione per il suo insegnamento” ( 11,18)

Il trittico ora è aperto.  A Gerusalemme, al tempio, è arrivato un predicatore, un “rabbi” ( cioè “maestro”) già famoso per le sue scelte provocatorie, che mettono in discussione le regole consolidate; è inattaccabile sul piano dottrinale,  in tutti i dibattiti mette sempre in difficoltà chi tenta di contrastarlo. Per giunta attacca apertamente la “casta” al potere e questo lo rende molto popolare. Ora ha compiuto un   gesto  veramente da sovversivo, ha attaccato la struttura economica del tempio.. I soldi raccolti con le offerte dei fedeli dovrebbero essere usati per soccorrere i più poveri, “ le vedove e gli orfani” dice la Legge, che i sacerdoti e gli scribi dovrebbero applicare. Ma ciò non avviene. Ma come usano questi potenti  i soldi del popolo?

Proviamo a “vedere”, con la nostra immaginazione, questa  “scena della vedova”. Io  ho provato a immaginarmela così come ora la racconto.  

 Siamo nel Tempio. Vi è un ampio corridoio, per il quale debbono tutti passare. Lì è collocata la cassa delle offerte. Le offerte sono “volontarie e pubbliche”.  Gesù si trova in questo corridoio assieme ai suoi discepoli. C’è tanta gente, che va e viene. Gesù si fa portare una panca, uno sgabello, insomma qualcosa su cui sedersi, lo fa collocare proprio davanti alla cassa delle offerte, si siede  e sta lì, ostentatamente, ad osservare, ad una ad una, le mani che si alzano a depositare l’offerta.  Mica è un curioso qualsiasi. E’ il famoso “rabbi”, è quello che ha rovesciato i banchi dei venditori e dei cambiavalute. E’ evidente che è una provocazione. Passano fedeli israeliti di ogni livello. I ricchi, tra cui anche alcuni scribi  ( quegli scribi che  ha pubblicamente e ferocemente attaccato), passano e versano pugni di monete che scrosciano e tintinnano nella cassetta. Qualcuno di costoro magari sta pensando: “Eccolo lì. Ce l’ha con noi ricchi; ma ora vedrà come noi sosteniamo  il nostro tempio. Se non ci fossimo noi, il popolo di Israele non avrebbe questo splendido luogo di preghiera”.  Passa una donna vestita da vedova, rallenta dinanzi alla cassa delle offerte, si ferma, gli occhi bassi, coperta dal suo scialle, protende la mano e lascia cadere due monetine, che fanno più o meno, oggi, un cinquanta centesimi di euro.  Gesù è lì, osserva.  Si rivolge al discepolo più vicino e gli dice: “Chiama gli altri”. Quando li ha attorno, mentre la gente continua a passare e qualche informatore finge di bighellonare lì vicino, dice Avete notato?   Che cosa, maestro?  La vedova . Ah sì, la vedova! Avete notato la sua offerta? No. No. No. Io sì, due spiccioli, poteva anche non dare niente…così poco. Che ne pensate? Maestro, e che ne dobbiamo pensare?!  Con quello che offrono gli altri, era meglio niente che fare ‘sta figura.  Non capite, continuate a non capire; questa vedova ha messo nella cassa più di chiunque altro. Non è possibile! Maestro, cosa vuoi dire?  Qual è la cosa più importante, per te? Maestro…la cosa più importante…la vita!. E’ così, hai risposto bene; e questa vedova non ha altro, è nella miseria totale, mettendo quelle due monete, le ultime, ha messo la sua vita.

Potrei fermarmi qui e concludere invitando ognuno a riflettere su questa scena, cercando una propria spiegazione. Tuttavia, desidero aggiungere alcune brevi considerazioni sul comportamento di Gesù e della vedova. Gesù, ancora una volta, conferma la sua tecnica educativa. Niente discorsi astratti, raccontare  episodi di vita concreta  ( il “figliuol prodigo”, il “ buon samaritano” eccetera) approfittare di tutte le occasioni che offre la vita quotidiana per stimolare nei discepoli  la riflessione. La vita delle persone è piena di paradossi, raramente le cose stanno come ti sembrano a prima vista, devi abituarti a guardare in profondità. Una situazione non la comprendi se non la metti in relazione con il contesto. Il paradigma che propone in questa occasione è quello che percorre tutti i vangeli: gli ultimi sono i primi. E un  altro: Ho capito bene? Solo attraverso il dubbio vai in profondità.

E la vedova? Perché fa quel gesto? Mi sono posto alcune domande  e  ve le ripropongo:  E’ generosa?  Vuole ringraziare il Signore?  E’ disperata e dà tutto perché ha intenzione di uccidersi ( o di lasciarsi morire) ?  Si è vergognata e non poteva passare oltre senza dare l’offerta?  E’ svanita di testa e non si rende conto di rimanere senza niente? Sta compiendo un grande atto di fede  ed anche una sfida al suo Dio, come se dicesse “basta, ora sono nelle Tue mani”.?  Ecco, io credo che quest’ultima ipotesi sia la più accettabile.  Ah…proprio per concludere… mi piace immaginare che Gesù dica al discepolo più giovane “Vai da lei, corri, dille che desidero che oggi venga a pranzare con noi”.                                                                                                                                                                                 

Giovanni Lombardo (chiesa valdese di Marsala – predicazione al culto del 19  marzo 2017)

 

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