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22 | 11 | 2017

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CONOSCERE DIO

Come si può conoscere Dio? Nella Bibbia sta scritto che "Dio abita una luce inaccessibile, che nessun uomo ha mai visto né può vedere" (I Timoteo 6: 16). E i teologi hanno sempre detto che Dio è trascendente, perché appunto trascende, supera e oltrepassa totalmente ogni realtà della natura. Uno di loro, Karl Barth, ha detto che Dio è Altro, parola che corrisponde a quella biblica Santo, che vuol dire separato da tutto ciò che esiste, pur essendo presente ed operante in esso col suo Spirito. Sempre nella Bibbia spesso sta scritto che Dio è in cielo o nei cieli - com'è detto anche nel Padre Nostro - nel significato metaforico, detto anche da Calvino, che come il cielo è immensamente alto al di sopra della nostra testa, così lo è Dio.
Per questo, Dio ha dato nel Decalogo questo comandamento: "Non farti scultura né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non prostrarti davanti a loro e non li servire" (Esodo 20: 4-5). Questo comandamento vieta non solo le immagini di falsi dei, ma anche il tentativo di farsi un'immagine di Dio stesso. Infatti quando gli Israeliti se lo rappresentarono con la statua di un vitello d'oro, non perché pensavano che Egli fosse come un toro, ma solo per esprimere visibilmente e con quel metallo prezioso l'idea della sua potenza, Dio li punì severamente (Esodo 32). Quindi questo Dio non può e non dev'essere rappresentato o immaginato, anche mentalmente, in alcun modo, perché appunto Egli è totalmente Altro da tutto ciò che noi umani possiamo pensare o immaginare.

 
Ma allora rimarremo nell'impossibilità di conoscerlo? Sì finché cerchiamo di salire sulla torre delle nostre capacità umane, come hanno cercato di fare gli uomini di Babele: essi avevano scoperto nientemeno la tecnica di fabbricare i mattoni e con quelli si erano messi a fabbricare una torre altissima per raggiungere Dio; ma, mentre loro cercavano di salire in alto, Dio è sceso per vedere cosa facevano e ha punito il loro intento orgoglioso confondendo il loro linguaggio; così non hanno potuto più comprendersi tra loro, si sono separati e sparsi in tante parti della terra (Genesi 11: 1-9). Questo ci dice che anche noi oggi non riusciremo a raggiungere Dio innalzandoci coi mezzi del nostro sempre più avanzato progresso scientifico, come per esempio con le navicelle spaziali e altro. Possiamo invece conoscerlo solo là dove e come Egli si compiace di rivelarsi. E la Bibbia ci dice che Dio si è rivelato e si rivela non nella nostra ascesa a Lui, ma nella sua discesa a noi.


E com'è sceso e scende per rivelarsi a noi? Certamente non nel suo splendore divino, perché ne rimarremmo accecati e annientati. Pensate a quello che succederebbe, per pura ipotesi immaginaria, se soltanto una minima parte del sole scendesse a posarsi sia pure dolcemente sulla terra: ne saremmo immediatamente inceneriti. Quindi cosa ci succederebbe se Dio scendesse a noi nella sua gloriosa essenza divina? Perciò Egli è sceso e scende assumendo aspetti umani per esserci vicino come uno di noi. Così nella Bibbia ci è detto che Egli comunica con gli uomini con voce e sembianze umane: vedi "l'angelo (=messaggero) del Signore" che spesso si presenta e parla a certe persone, come i patriarchi e altri. A Mosè Egli si è rivelato sul monte Sinai in un pruno ardente che non veniva consumato dalle fiamme e da quel pruno gli ha parlato ordinandogli di tornare in Egitto per condurre il suo popolo dalla schiavitù alla libertà e alla terra promessa mediante le opere potenti che Dio stesso avrebbe compiuto. Poi su quel monte Dio ha dato la sua legge a Mosè come patto di alleanza col suo popolo perché esso gli fosse testimone nel mondo. In seguito, durante il resto della storia d'Israele, Dio ha continuato a parlare a questo per mezzo dei suoi profeti.


Infine Dio si è rivelato in modo del tutto speciale per mezzo di un uomo di questo popolo, Gesù di Nazaret, nel quale si è incarnato, facendo di lui il Messia, che in lingua greca si dice Cristo, per essere colui per mezzo del quale Dio si è fatto conoscere, ha redento e salverà il suo popolo e tutta l'umanità. Tutto questo è testimoniato nei Vangeli e negli altri scritti del Nuovo Testamento. Per citare solo qualche passo, ne ricordo alcuni dell'evangelo di Giovanni, che invito a meditare. Nel suo 1° capitolo si legge: "Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio e la Parola era Dio... Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita e la vita era la luce degli uomini" (vers. 1-4). "E la Parola è diventata carne (in Gesù Cristo) ed ha abitato per un tempo tra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come quella dell'Unigenito venuto da presso il Padre" (vers. 14). "Nessuno ha mai visto Dio; l'Unigenito Dio che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere" (vers. 18). E ancora nel capitolo 14 di questo vangelo leggiamo che Gesù disse: "Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin d'ora lo conoscete e l'avete visto. Filippo gli disse: Signore, mostraci il Padre e ci basta. Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre; come mai tu dici: Mostraci il Padre? Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me" (vers. 7-10).


Si tratta appunto di credere, cioè di avere quel discernimento della fede che è "dimostrazione di cose che non si vedono" (Ebrei 11: 1), perché non è evidente che Gesù è il Figlio unigenito di Dio, il Messia, il Signore e il Salvatore. Per questo più volte gli è stato chiesto che dimostrasse con piena evidenza di essere tale: già all'inizio del suo ministero (le prove chiestegli dal Tentatore in Mat. 4: 3-7), poi da tante persone (Mat. 12: 38; Giov. 6: 30) e infine quando era sulla croce (Mat. 27: 47). A questo proposito Egli ha detto: "Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno alcuno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona. Poiché come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell'uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti" (Mat. 12: 39-40). Quindi - oltre alla continua manifestazione del suo amore misericordioso per tutti e in particolare per i sofferenti e i malati, guarendoli e liberandoli con le sue opere potenti - l'unico segno per eccellenza consiste nel fatto fondamentale della sua morte in croce per espiare i peccati di tutti gli uomini e nella sua risurrezione, che è primizia e pegno certo della risurrezione che Dio darà a tutti i redenti. Questo è e rimane il segno essenziale anche per noi e per tutte le persone di ogni tempo e luogo.

Concludo con queste parole del pastore e teologo valdese Paolo Ricca: «I Vangeli rivelano Dio nell'uomo Gesù. I tratti di Dio rivelati da Gesù sono convincenti: è una buona notizia che Dio sia così! Il Dio di Gesù è discreto, presente, vicino e segreto; non è spettacolare, evidente, imponente, ma chiama e aspetta, cerca e trova. Egli perdona. Egli guarisce. Protegge e tutela la vita, solleva e rialza la persona malata. È inclusivo. Non per nulla gli esclusi dai religiosi - i pubblicani e le prostitute - facevano parte della sua cerchia. È importante credere in questo Dio. La fede così tracciata è fede nel Dio che Gesù ha rivelato. Quindi è credere in Gesù e come Gesù»1.

Mestre, 30/10/2017
Agostino Garufi

 

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