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16 | 12 | 2017

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salutoLa pace e la spada

 Il testo che viene proposto oggi alla nostra meditazione – Mt 10,34-39 - è sconvolgente. Mi sono proposto, nel rifletterci sopra, di attenermi al principio di Lutero: confrontarmi con la NUDA PAROLA con la mente NUDA, cioè ripulita dai pregiudizi, dai modi di pensare che, inevitabilmente, mi porto addosso. E' facile dirlo, ma non mi risulta per niente facile farlo. In concreto, che significa, per me, confrontarmi con la "nuda parola"? Non cercare commenti, la storia delle interpretazioni; leggere e riflettere.

 Matteo 5,38-48 - Voi avete udito che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente" Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra; e a chi vuol farti causa e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello. Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle. Voi avete udito che fu detto: " Ama il prossimo e odia il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli, poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.

Ho detto prima, "è sconvolgente". Questo nostro Gesù – che predica e pratica la pace, l'amore anche per i nemici, la mansuetudine, come ci ricorda l'altra lettura consigliata per oggi, pure di Matteo ( 5, 38-48 ) - ebbene, questo nostro Gesù afferma " non sono venuto a mettere pace ma spada". E noto una stranezza: queste affermazioni, che mi sembrano contraddittorie, le ha scritte lo stesso evangelista, si trovano a poche pagine di distanza. E' impossibile che chi ha scritto il Vangelo di Mattero non si rendesse conto di un contrasto così stridente. I primi cristiani l'avranno notato, eppure - tranquilli! - hanno lasciato insieme i due testi. Per loro andavano bene entrambi. Riconoscevano Gesù in affermazioni contrastanti. Come mai? O sono io che non capisco?

Testo per la predicazione : Matteo 10, 34-39
Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettere pace ma spada. Perché sono venuto a mettere l'uomo contro suo padre, la figlia contro sua madre e la nuora contro sua suocera; e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua.( citazione di Michea 7:6) Chi ama padre e madre più di me , non è degno di me. Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà

Intanto Gesù cita una frase del profeta Michea. Allora vado a leggere Michea. Sì, la frase è quella; ma in Michea significa il contrario, cioè Michea sta descrivendo un popolo in rovina, nel peccato, oppresso, in cui tutto il sistema di convivenza sociale è in crisi, anche la famiglia. Gesù utilizza le stesse parole ma per dire che va bene così, che è bene che esplodano i conflitti dentro le famiglie; e conclude: "Chi ama suo padre e sua madre più di me, non è degno di me". Però poco prima, in quello che noi conosciamo come "Il sermone sul monte" ( o " discorso della montagna"), ha detto "se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l'altra" e ancora " se uno ti costringe e fare un miglio, fanne con lui due". Il che dovrebbe significare che se, in famiglia, ti costringono a fare una cosa, non solo la fai, ma quando termini dici "c'è altro? Sono qui , a disposizione". E invece no, Gesù afferma "Sono venuto a mettere la figlia contro sua madre e la nuora contro sua suocera, eccetera".
Ritornando, però, a riflettere su i due testi, all'improvviso noto che c'è qualcosa che li accomuna.
Il testo del Sermone sul monte, quello in cui si afferma "amate i vostri nemici", prende in considerazione il modo di comportarsi consolidato e tradizionale, che tutti considerano normale, insomma i "valori" in cui tutti si riconoscono e ROVESCIA tutto: non va bene come avete vissuto fino ad ora, va bene fare il contrario. Mi viene da controbattere: ma se " non contrastiamo i malvagi", i malvagi prenderanno il potere. Certo, potrà avvenire così, anzi è quasi certo; però se il comportamento nuovo proposto da Gesù si diffonde, i malvagi diventeranno sempre di meno, saranno isolati...insomma Gesù guarda lontano, alla costruzione di un mondo nuovo, quello che lui chiamerà il "Regno di Dio", in cui l'etica tradizionale viene SCARDINATA.

L'altro testo affronta quello che era – ed è ancora oggi – la struttura fondamentale del tessuto sociale, la famiglia tradizionale, in cui i genitori decidono la sorte dei figli e i figli obbediscono, finché non diventano anch'essi genitori e ripetono lo stesso schema, secolo dopo secolo, in tutti i continenti ( sì, si trovano delle eccezioni qua e là, però piccole e marginali). E Gesù ROVESCIA tutto. La famiglia tradizionale viene SCARDINATA. Naturalmente è una visione da "Regno di Dio sulla terra", che guarda lontano.

I cristiani condivisero questo vero e proprio terremoto ma ne ebbero paura e già l'apostolo Paolo oscilla paurosamente, da un lato affermando " non vi è più né maschio né femmina, né servo né padrone", dall'altro sostenendo " mogli, ubbidite ai vostri mariti...servi, ubbidite ai vostri padroni". Le abitudini sociali, ovvero l'etica dominante, appunto, è dominante, è difficile e lento il modificarla. Basti pensare a quanto spazio, nella prima lettera ai Corinti, Paolo dedica alla questione se le donne debbano coprire il capo con un velo. A noi oggi sembra una questione marginale, ma non era così anche qui da noi meno di un secolo fa e non è così, e lo sappiamo bene, in altre culture. Ai tempi di Paolo, coprirsi il capo con il velo non aveva niente a che fare con il "pudore" della donna; aveva un significato simbolico, indicava l'inferiorità della donna rispetto all'uomo, dinanzi a Dio. E la famiglia – non come spazio degli affetti e dell'amore reciproco ma come struttura chiusa in cui si praticano dei poteri e si vivono delle sottomissioni – è ancora dominante nel sistema della società. Nelle scorse settimane abbiamo appreso della ragazzina di 14 anni, di una famiglia di una cultura orientale ma nata e vissuta in Italia, costretta con l'inganno dai genitori a sposare uno sconosciuto nel Paese di origine della famiglia. E noi siciliani abbiamo appreso che un padre-padrone di Bagheria aveva deciso di far ammazzare la figlia perché aveva una relazione con una persona che egli considerava inavvicinabile ( il mafioso e il carabiniere). E "Padre padrone" è il titolo di un libro e di un film, di qualche decennio fa, che racconta la esperienza di un figlio dominato da un padre despota. E l'uomo più potente della terra in questo momento, Donald Trump, ostenta la propria famiglia come composta da piccoli satelliti che ruotano attorno al sole che tutto illumina e tutto decide, lui, Donald, marito e padre e capo. E anche cristiano.

Si potrebbe obbiettare che la società contemporanea sta eliminando i vecchi vincoli familiari, infatti trasferisce la madre di bambini ancora piccoli a lavorare a mille chilometri di distanza, fa viaggiare ore e ore e padri e madri e figli per i loro lavori così che quasi non si incontrano più, spinge i figli a lasciare le case di origine e spesso anche il proprio Paese per lavoro: è vero, la nostra società globalizzata sta facendo a pezzi la famiglia ma per un "pezzo" di pane. Gesù voleva, mi sembra, che si scardinassero i vincoli familiari per liberare l'amore, perché qualunque essere umano è tuo fratello o sorella. Gesù ha indicato un cammino lungo e potente, in cui gli altri non li incontri nel chiuso delle mura domestiche o dei confini della città ma negli spazi senza muri delle strade che percorrono il mondo.


Giovanni Lombardo

Predicazione . 5.NOVEMBRE.2017 ( nella chiesa valdese di Marsala)

 

 

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