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16 | 12 | 2017

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sigilliUn libro a forma di rotolo  sigillato

E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.  Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?».  Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo.  Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo.  Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. (Apocalisse 5,1-6)

Cari fratelli e care sorelle, oggi siamo chiamati a meditare su questo breve testo dell’apocalisse. Breve, ma intenso per i simboli che utilizza e per il significato che essi assumono. Ovviamente non è di facile e immediata comprensione, bisogna rileggerlo una decina di volte per cominciare a entrare nel mondo dell’autore. Dopo la prima lettura, mi è venuta in mente la difficoltà di un libro che non riusciamo a leggere e capire perché scritto con caratteri a noi estranei, in una lingua che non conosciamo.  Ho pensato anche alla difficoltà di trovare una password per entrare in un pc o in un cellulare che non ci appartengono. Ma soprattutto mi sono ricordato del manoscritto Voynich, il libro più misterioso del mondo. Di cosa si tratta?

Il manoscritto Voynich è considerato uno dei libri più enigmatici al mondo, un codice illustrato composto nel XV secolo in un sistema di scrittura che nessuno è riuscito ancora a leggere. Ne esiste una sola copia conservata nella Biblioteca Beinecke dell'Università di Yale, negli Stati Uniti. Ma ora una piccola casa editrice spagnola si è aggiudicata il diritto di riprodurre il misterioso testo. Tra disegni di piante mai catalogate e donne nude, il volume è stato composto su pergamena medievale e sottoposto all'analisi dei più grandi crittografi del mondo. Nessuno è riuscito a decifrare il suo codice. Gli appassionati potranno finalmente sfogliare una loro copia del manoscritto e tentare l'impresa.  Il Voynich verrà stampato in 898 esemplari e il costo sarà di circa 7mila e 8mila euro. Sono circa 300 gli acquirenti che hanno già prenotato una copia, che sarà simile all'originale persino nella carta. Il libro fu rinvenuto nel 1912 in Italia dall'antiquario Wilfrid Voynich. Il mercante lo acquistò dal collegio gesuita di Villa Mondragone, a Frascati. Con la prova del radio-carbonio il libro si fa risalire al 15° secolo. Ma, come vi dicevo, nessuno finora è riuscito a decifrare i suoi caratteri o a capire le sue ricche illustrazioni, che raffigurano piante ed alberi sconosciuti, oltre a figure strane di esseri viventi in situazioni sconosciute.

Ho pensato anche agli oroscopi e alle pratiche esoteriche a cui ricorrono sempre più persone, nella speranza di conoscere il proprio futuro, fidandosi di presunti maghi, spesso pubblicizzati sui giornali e persino sui canali televisivi.  E’ evidente, allora, che  l’essere umano ha bisogno di lenire la propria ansia esistenziale, approdando spesso a soluzioni farlocche, in balia di tante carte e tanti tarocchi. L’apocalisse non è una raccolta di oroscopi, ma la rivelazione del futuro che ci attende come chiesa e come umanità.

Il testo che noi stiamo meditando si trova nel cap. 5 dell’apocalisse, ma è legato a quanto scrive il suo autore al capitolo 4:

Dopo queste cose io vidi, ed ecco una porta aperta nel cielo, e la prima voce, che avevo udita parlare con me a guisa di tromba, mi disse: Sali qua, e io ti mostrerò le cose che debbono avvenire da ora innanzi.  E subito fui rapito in spirito; ed ecco un trono era posto nel cielo, e sul trono v’era uno a sedere.  E Colui che sedeva era nell’aspetto simile a una pietra di diaspro e di sardònico; e attorno al trono c’era un arcobaleno che, a vederlo, somigliava a uno smeraldo.

E attorno al trono c’erano ventiquattro troni; e sui troni sedevano ventiquattro anziani, vestiti di bianche vesti, e avevano sui loro capi delle corone d’oro.E dal trono procedevano lampi e voci e tuoni; e davanti al trono c’erano sette lampade ardenti, che sono i sette Spiriti di Dio.

Praticamente il cap. 4  ci presenta il piano dell’apocalisse: ti mostrerò le cose che debbono avvenire. Si tratta del futuro. Chi di noi non è affascinato dall’idea di sapere in anticipo quello che ci succederà? Ma se conoscessimo prima il pericolo che corriamo in un determinato giorno, sicuramente staremmo in guardia, salvo poi giudicare non veritiera la predizione del pericolo, in quanto non realizzata. 

Ma chi può parlare del nostro futuro, del futuro della chiesa, del futuro dell’umanità? Anche noi lo sappiamo: solo Dio conosce il futuro. E questo capitolo 4 dell’apocalisse ci presenta proprio questo Dio, in un linguaggio tutto umano, ce lo presenta come uno che siede sul trono, che è la sedia maestosa di un re. Ce lo presenta al centro di un arcobaleno, sfavillante di colori e preziosità, circondato da anziani, vestiti di bianco, anch’essi seduti su altri troni, figura dei primi martiri cristiani, coronati con corone d’oro.

Il nostro autore vede tutto questo, rapito in spirito alla presenza di Dio. E nota che ‘l’uno che siede sul trono’ ha in mano un libro-pergamena, scritto da ambo i lati, chiuso con sette sigilli. Un angelo cerca qualcuno che apra questo libro e lo legga, ma qualcuno che ne sia degno. Purtroppo nessuno si fa avanti. Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. 

Giovanni piange non per curiosità insoddisfatta, ma perché lo preoccupano profondamente le sorti del regno di Dio a cui ha consacrato la vita e per il quale si trova esiliato. All’inizio dell’apocalisse (cap.1,19) gli era stato ordinato: ‘Scrivi dunque le cose che hai viste, quelle che sono e quelle che devono avvenire in seguito’ facendogli sperare delle rivelazioni in proposito; ed ecco che nessuno si trova che sia degno d'aprire il libro dell'avvenire.

E’ comprensibile il pianto di Giovanni, salito in spirito fino al trono di Dio, e ora impotente di fronte alla difficoltà di conoscere il contenuto di questa preziosa pergamena. Chiediamoci anche noi: nessuno è degno di conoscere i piani di Dio? E’ incolmabile la frattura che separa l’uomo dal suo creatore? Nemmeno gli anziani, che attorniano il suo trono, sono degni di aprire questo libro?

Purtroppo no. Ma gli anziani conoscono la soluzione del problema, loro che hanno dato la vita per questa fede che ora vogliono trasmettere anche all’estasiato Giovanni.

Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli». Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato.

Ecco chi è degno di togliere i sigilli di questo libro, i sigilli del futuro, i sigilli della storia, i sigilli della chiesa. Un leone che si è fatto agnello fino alla sua morte, ma ora al centro del trono con lo stesso Dio.

Come possiamo vedere il nostro testo si sta aprendo alla comprensione. Gesù glorioso apre il futuro alla nostra comprensione umana, ci svela il senso della nostra esistenza, il conflitto tra i suoi discepoli e i discepoli dei potenti di turno, che alimentano ingiustizie, lotte, guerre, povertà, miseria, devastazione ambientale, sempre alla ricerca dei propri interessi egoistici. E il proseguo dell’apocalisse, seppure con un linguaggio simbolico e criptico, è la descrizione di questa antitesi fra bene e male, fino alla vittoria finale di colui che è anche l’omega della nostra storia. Un messaggio per noi? Lo trovo nella rassicurazione che solleva Giovanni dal suo pianto. Non temere, ha vinto il leone della tribu` di Giuda…, cioè ha vinto Gesu`, come aveva anche detto ai suoi discepoli. Il vangelo di Giovanni al cap.16,33 ci riporta queste parole di `Gesu’: Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggioio ho vinto il mondo. Ecco una bella promessa, non è l’amicone di turno che ci da una pacca sulla spalla, è il nostro maestro che conosce tutti i pericoli e tutte le ansie che ci assillano, è l’agnello che si  è lasciato uccidere, ma che ci ha dimostrato con la sua risurrezione la vera vittoria d’un leone. Cari fratelli e care sorelle, confidiamo in questa promessa per vivere senza paura e per affrontare con sicurezza tutte le difficoltà della vita.    Amen.

 

Franco D'Amico - culto del 3 dicembre 2017

 

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