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23 | 04 | 2018

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an137.gif          L’ORGANIZZAZIONE ECCLESIASTICA DEI VALDESI

L'organizzazione della chiesa valdese è retta da una gerarchia di assemblee.
Il territorio italiano è diviso in cinque grandi "Distretti" che a loro volta sono suddivisi in "Circuiti".
Ogni chiesa locale è coordinata da un'Assemblea dei suoi membri i quali eleggono un Consiglio di Chiesa (che ne è l'organo esecutivo).
Alle assemblee dei Circuiti e dei Distretti partecipano i membri dei Consigli di Chiesa e quelli eletti dalle Assemblee delle chiese locali.
Queste a loro volta eleggono i propri deputati per partecipare, come rappresentanti, all'assemblea generale: il "Sinodo", nella sua sessione europea, che ha luogo ogni anno a Torre Pellice (Torino) l'ultima settimana di agosto.
I valdesi accolsero le idee liberali del secolo scorso. Camillo Benso, conte di Cavour, aveva riassunto il suo pensiero in questa formula celebre: "libera Chiesa in libero Stato"; e i valdesi si spinsero oltre, pensando invece a "libere Chiese in libero Stato", sottolineando così la netta distinzione della sfera laica da quella religiosa.
Nelle chiese valdesi i pastori non rivestono un ruolo di sacerdoti, perché ritengono che solo Gesù Cristo è il Sommo Sacerdote che ha compiuto l'unico sacrificio possibile. I pastori di conseguenza non sono distinti dai credenti, ma hanno un ministero riconosciuto dalla chiesa: la predicazione.
La chiesa riconosce anche altri ministeri, come quelli del diacono e dell'evangelista: il primo ricopre un ruolo di servizio nell'ambito delle opere della chiesa (case per anziani o per disabili, ospedali, scuole, attività di animazione, ecc.), il secondo opera nell'ambito di progetti di evangelizzazione e di missione.
Anche alle donne la chiesa riconosce i ministeri ricevuti da Dio.
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