Stimato Vescovo Mogavero,
care sorelle e cari fratelli della diocesi cattolica di Mazara del Vallo,
vi scrivo queste righe a seguito del vibrante e lucido appello rivolto ai vescovi cattolici dal teologo tedesco Hans Küng, pubblicato sul quotidiano La Repubblica in data giovedì 15 aprile 2010. A tale appello desidero richiamarmi attraverso queste parole che vogliono rappresentare un invito alla piena collaborazione ecumenica sul nostro territorio. Invito che rivolgo, concretamente, alla diocesi cattolica Mazarese, a motivo della profonda sensibilità e dell'apprezzata autonomia di pensiero del suo vescovo, il quale, in più circostanze, ha dato prova di improntare all'evangelo il senso della sua vocazione pastorale. Invito che, però, vuole prima ancora essere diretto a tutte le donne e a tutti gli uomini che partecipano, in maniera critica e costruttiva, alla vita di questa diocesi, dacché sono le comunità, anzitutto, a costituire la chiesa di cui noi pastori e noi pastore non siamo se non i ministri, chiamati a rivestire, al suo interno, un ruolo di responsabilità nel senso del servizio. È a voi tutte e a voi tutti, pertanto, che chiedo sostegno e collaborazione, al fine di dare concretezza agli auspici espressi dal professor Küng nell'articolo citato; in particolare:
- affinché la diocesi mazarese possa rappresentare in seno al cattolicesimo romano un esempio di autonomia e di rinnovamento, orientando la propria prassi liturgica e pastorale secondo le indicazioni elaborate dal Vaticano II, il cui spirito attende ancora di essere realizzato e approfondito;
- affinché possa non mancarvi mai il coraggio di esercitare, quando occorre, il vostro motivato dissenso, in spregio ad ogni ingiustificato autoritarismo, di modo che le distinte realtà comunitarie presenti sul territorio possano divenire luoghi entro cui educare ed educarsi a quella libertà responsabile che l'evangelo ci chiama a vivere;
- affinché possiamo cooperare insieme all'annuncio ed alla pratica di un vangelo di giustizia, capace di denunciare i soprusi e di realizzare il diritto, qui, in questa nostra Sicilia, dove alcuni, anche in seno alle distinte realtà ecclesiastiche, sembrano non voler riconoscere l'assoluta incompatibilità tra il messaggio biblico e la logica mafiosa, tra la gratuità dell'uno e l'asservimento ai poteri dell'altra;
- affinché come chiese possiamo compiere un cammino di confronto costante che abbia luogo nella reciprocità, senza mutui appelli alla conversione che, nella comune condizione di itineranza propria del discepolato cristiano, non possono che apparire sterili e inopportuni.
Nella speranza di ricevere da voi così come dal vostro Vescovo, che già ne ha dati, ulteriori segnali che vadano nella direzione di quanto ho provato a esprimere, vi saluto affettuosamente.
A nome della Chiesa Valdese di Trapani e Marsala
Il suo pastore Alessandro Esposito
17 aprile 2010







