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17 | 07 | 2018

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pentecostePentecoste 2018 

Domenica 20 maggio è stata la ricorrenza della Pentecoste cristiana. Il gruppo ecumenico - chiesa valdese, chiesa apostolica pentecostale e chiesa madre - ha celebrato il culto presso i locali della chiesa apostolica pentecostale. L'omelia è stata tenuta da Tim TenClay, pastore valdese proveniente dagli USA. Ecco il testo della sua predicazione.

  Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.  Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. (Giovanni 14,22-26 )

 Negli anni recenti la Pentecoste è stata un punto di disaccordo nella chiesa cristiana... soprattutto tra le chiese Pentecostali e le chiese storiche.... Non tutto di quel disaccordo è stato motivato da ragioni sbagliate. Anzi, ora si trovano nelle Chiese Pentecostali, nella chiesa Cattolica, e nelle Chiese protestanti storiche, come nella Chiesa Valdese, pneumatologie molto diverse.

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ascensioneAscensione di Gesù

Questa domenica noi celebriamo l’Ascensione del Signore Gesù Cristo, avvenuta, come ci è raccontato nel brano che abbiamo letto, quaranta giorni dopo la sua risurrezione. In esso ci è detto che durante quei giorni Egli si è manifestato più volte e in vari modi ai suoi discepoli, dando loro ulteriori insegnamenti sulle cose relative al regno di Dio, e il quarantesimo giorno, mentre erano insieme, Egli “fu elevato”, evidentemente al “cielo”.

Ora, che significa questo? Nel linguaggio della Bibbia la parola “cielo” non indica tanto un luogo quanto una condizione superiore a quella terrena. Per esempio, la Bibbia ci dice spesso che Dio è nel cielo. Anche nella preghiera che Gesù ci ha insegnato diciamo: “Padre nostro, che sei nei cieli”. Questo non vuole localizzare Dio in una parte dell’universo, come se Egli non fosse presente anche altrove, ma vuole farci capire, come ha detto Calvino, che “come il cielo è immensamente alto al di sopra delle nostre teste, così la maestà di Dio è incomparabilmente al di sopra di noi” e delle nostre naturali capacità di conoscerlo come le realtà di questo mondo. Il teologo evangelico Karl Barth ha detto a questo proposito che “Dio è altro”, che in termini biblici equivale a “Dio è santo”.

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culto mariaCarne e salvezza. E l'uomo creò la Dea Madre 

A maggio si celebrano Maria e tutte le mamme Una festa che deriva dal culto più ancestrale: quello che, da Iside a Venere fino alla madre di Gesù, spinge il mondo (maschile) a invocare divinità femminili Uomini turbati dalla musica quando sentono una calda voce femminile nera cantare un blues. Uomini rapiti dalla scrittura che non sanno dare altro nome al simulacro di donna che li ispira se non quello di “musa”. Poeti, come Keats e Leopardi, che dialogano con il volto triforme della luna. Uomini che attraversano ogni giorno una folla muta di madri divine dal capo velato che li guardano nei musei, ai trivi delle strade, rinserrate nelle edicole sacre, calamitate sui cruscotti delle auto. Uomini che dialogano con altri uomini in una seduta psicoanalitica mentre aleggia su di loro la presenza costante di un complesso di natura femminile. Chi sono questi fantasmi di donne che popolano la vita dei maschi? Sono tanti e diversi? Oppure è uno solo, quello della Madre Eterna? Considerata l’esperienza degli esseri viventi di questa terra, dov’è nell’animale femmina che fisicamente si forma la vita, credere in un principio creatore non maschile, com’è il dio del cristianesimo e già dei giudaismo e poi dell’islam, ma femminile, è stato in origine più immediato, più intuitivo.

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Jose ArregiIl cosmo come rivelazione”. La teologia di fronte alle scoperte della scienza

Misurarsi e misurare la teologia cristiana con le nuove scoperte della scienza: è questa la sfida cui tenta di rispondere il volume Il cosmo come rivelazione. Una nuova storia sacra per l’umanità appena dato alle stampe dalla Gabrielli Editore. Curato dalla giornalista Claudia Fanti e dal teologo José María Vigil, il libro raccoglie gli interventi di alcuni dei più noti teologi al mondo: José Arregi, Leonardo Boff, Ivone Gebara, Manuel Gonzalo, Diarmuid O'Murchu (oltre che un intervento dello stesso Vigil). Di seguito, per gentile concessione della casa editrice, pubblichiamo uno stralcio del testo di José Arregi.

Il credo dinanzi alle scienze. Appunti per una teologia credibile: José Arregi 

Spirito “e” materia?

La tradizione occidentale greco-cristiana, filosofica e religiosa, è stata chiaramente dualista, intendendo il mondo, e soprattutto l’essere umano, come composto da due elementi: materia e spirito, la materia come massa inerte e lo spirito come autocoscienza indipendente dalla materia. Le scienze, specialmente la fisica e la biologia, non permettono più di conservare questa visione dualista ancora tanto radicata.

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pasquaSiamo già risorti con Cristo

Essendo stati sepolti con lui nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati, mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha      risuscitato dai morti.   E con lui Dio ha vivificato voi, che eravate morti nei peccati e nell'incirconcisione della carne, perdonandovi tutti i peccati.   Egli ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che era contro di noi e che ci era nemico, e l'ha tolto di mezzo inchiodandolo alla     croce;   avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in lui. (Colossesi 2,12-15)

Cari fratelli e care sorelle,

il testo che abbiamo letto va messo in relazione agli altri testi dell’apostolo Paolo, per notare uno sviluppo teologico nel suo pensiero.

Che il cristiano sia unito alla morte e sepoltura di Cristo nel battesimo, è un dato che viene sottolineto anche nelle altre lettere di Paolo. Per esempio in  Rm 6, 4-5: «[4]Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. [5]Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione.»

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29104235 10156462381584396 3877722518957588480 nCONOSCERE GESÙ CRISO E LUI CROCIFISSO

«Mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo...» (I Corinzi 2: 2).

Così ha scritto l’apostolo Paolo nella sua prima epistola ai cristiani della chiesa di Corinto, che era sorta mediante la sua predicazione. E perché ha rivolto queste parole ai membri di quella chiesa? Dal contesto della lettera si capisce che in quella comunità c’erano tanti che ammiravano ed esaltavano l’eloquenza e la sapienza (cioè la cultura umana) di qualche o di alcuni predicatori a discapito della semplicità essenziale del linguaggio e della cultura di altri, in particolare dell’apostolo Paolo.

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pina giacalone

Tutta la creazione di Dio è molto buona 

La farfalla disse al fiore: « io sono più bella di te! »

Il frutto disse all’albero: « io sono più buono di te! »

La zolla disse al seme: « senza di me non sei nessuno! »

 

Il fiume disse al mare: « le mie acque sono più dolci delle tue! »

 

L’uomo disse alla natura: « io sono il tuo signore, tu mi devi ubbidienza! »

 

Quando il creatore si confrontò con la bellezza della sua creazione, non rimase stupefatto per le sue grandi capacità creative, ma si meravigliò per la "bontà” della sua opera e, come un bambino che stringe fra le mani il giocattolo appena costruito, semplicemente, beatamente, esclamò: « tutto è molto buono! » Originalità, precisione, equilibrio, armonia, bellezza … tutto questo è racchiuso nella creazione!

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pina giacalone

Tutta la creazione di Dio è molto buona

 

La farfalla disse al fiore: « io sono più bella di te! »

Il frutto disse all’albero: « io sono più buono di te! »

La zolla disse al seme: « senza di me non sei nessuno! »

 

Il fiume disse al mare: « le mie acque sono più dolci delle tue! »

 

L’uomo disse alla natura: « io sono il tuo signore, tu mi devi ubbidienza! »

 

Quando il creatore si confrontò con la bellezza della sua creazione, non rimase stupefatto per le sue grandi capacità creative, ma si meravigliò per la “bontà” della sua opera e, come un bambino che stringe fra le mani il giocattolo appena costruito, semplicemente, beatamente, esclamò: « tutto è molto buono! »

Originalità, precisione, equilibrio, armonia, bellezza … tutto questo è racchiuso nella creazione!

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