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19 | 01 | 2019
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corpomisticoUn culto razionale/spirituale

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto razionale (spirituale). Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.  Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato. Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione,  così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri.  

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Ricca-Natale2018Cari Fratelli e Sorelle,

«la Parola è diventata carne ed ha abitato per un tempo (lett.: «ha piantato la tenda») in mezzo a noi, piena di grazia e di verità» – questo è il racconto di Natale secondo l’evangelista Giovanni. Come vedete, qui non ci sono i cori angelici di notte, non ci sono i pastori con le loro greggi, non c’è la stalla e la mangiatoia, non c’è neppure il bambino che nasce, e neppure Maria e Giuseppe (almeno Maria ci dovrebbe essere!), non c’è l’angelo Gabriele, né Elisabetta né Zaccaria, né Simeone né Anna, non c’è la stella cometa, non ci sono i Magi d’Oriente, non c’è Erode e la fuga in Egitto – insomma non c’è nulla di quello che sentiamo raccontare e noi stessi raccontiamo a Natale, tanto che qualcuno potrebbe pensare che in Giovanni il Natale non c’è; invece c’è, ma non il racconto, bensì il significato del Natale, che è tutto racchiuso e riassunto in queste cinque paroline: «la Parola è diventata carne».

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natale2018 L’Intruso

Testi:   Luca 1,26:38 - Luca 2,34:35 e 1Giov. 4,18

“L’intruso” è come un lampo che squarcia il cielo ed ingravida di pioggia le nuvole. È come la sferzata di un vento gagliardo che toglie il respiro, che impone un cambiamento di direzione, che mette in pericolo l’equilibrio e lascia senza difese, senza appoggi conosciuti.

L’intruso procura una frattura, una faglia nell’ordine prestabilito, producendo crisi.

La paura è senza dubbio la prima risposta alla sollecitazione dell’intruso, ma, di certo, non può essere quella definitiva.

Secondo il racconto evangelico di Luca, uno sconosciuto si intrufola di soppiatto nella cameretta di una ragazza, Maria, a Nazareth di Galilea.

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nataleNATALE: CHE TIPO DI festa È?

Buon Natale! Questo è l’augurio che ci facciamo reciprocamente ogni anno verso il 25 dicembre. Ma che significa veramente per noi il Natale?

Tutti sappiamo che in questo giorno si festeggia la nascita di Gesù Cristo. Ma forse non tutti sappiamo che non si conosce ancora esattamente l’anno e specialmente il giorno di quella nascita, e che i cristiani dei primi tempi non celebravano il Natale; celebravano invece la risurrezione di Gesù, che è il fondamento solido ed essenziale della fede e della speranza in Lui e nella sua opera di salvezza.

Ma allora, perché la nascita di Gesù si festeggia il 25 dicembre?

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ritornoIl ritorno di Gesú

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde; gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande. Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina».

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nuovo-padre-nostro-510Il nuovo Padre Nostro

Occorrevano 16 anni di lavoro (dal 2002) dell’apposita commissione di vescovi ed esperti perché la Cei, in seduta plenaria, approvasse la nuova versione italiana dell’originale greco (tradotto poi in latino nella Vulgata) del Padre nostro, dato che la modifica ha riguardato solo 4 parole, «non indurci in tentazione – ne nos inducas in temptationem», sostituite da altre 4 parole, «non abbandonarci alla tentazione» (anzi, per esattezza filologica, le parole sostituite sono solamente due), modifica peraltro già introdotta dalla Cei nella Bibbia del 2008, negli anni del papa teologo Joseph Ratzinger?

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bartimeoLa guarigione di Bartimeo 

E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».  Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».  Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!».  Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.  Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!».  E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.  vangelo di Marco 10,46-52

 Marco, che ci ha accompagnato nelle domeniche di questo anno, ci fa incontrare oggi il Signorenella sua ultima tappa prima di entrare in Gerusalemme.

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figli di ZebedeoI figli di Zebedeo

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

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