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19 | 07 | 2019
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senza nienteVOI CHE NON AVETE DENARO...

Brevi annotazioni a proposito di ISAIA 55,1-5

In quella raccolta di libri, che noi cristiani chiamiamo “ Antico Testamento”, il libro denominato “ISAIA” è considerato una grande opera poetica, espressione di una profonda esperienza religiosa. L’autore o, meglio, gli autori ( gli specialisti dicono che i testi si distendono nell’arco temporale di almeno duecento anni),hanno vissuto la dura esperienza della schiavitù e della deportazione di un intero popolo ( gli ebrei, dalla Palestina a Babilonia ): hanno vissuto la liberazione e il faticoso ritorno verso la terra delle origini. Hanno vissuto la durezza e le difficoltà di ricominciare a costruire una comunità. Il centro attorno a cui ruotava la capacità di questo popolo di mantenere la propria dignità e identità durante la schiavitù, durante il viaggio di ritorno, nella costruzione di una nuova società era il proprio Dio, l’impronunciabile, di cui non si può dire il nome, ma che parla costantemente al suo popolo.

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“Padre nostro” per i nostri giorni

 

Inconoscibile Origine della vita 

che sei nel cosmo e al di là di esso, 

come nelle profondità della nostra anima,

possa Tu essere onorato e riconosciuto nel Cristo Gesù.

Materna presenza, paterna fonte di ogni Energia,

che il tuo Spirituale cammino si attui in noi,

possa Essere accolto ovunque nel cosmo intero 

e progredire in tutti gli esseri viventi

con intelligenza, laboriosità e dignità.

Grande è ancora il nostro debito d'amore e di rispetto

nei confronti Tuoi, delle terre, delle acque

e di tutti gli esseri con i quali condividiamo

la Via, la Verità e la Vita.

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Benedizione di matrimonio e battesimo nella chiesa di Trapani - 16 giugno 2019

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pentecostePentecoste e la questione della trinità

La sera della domenica di resurrezione, mentre i discepolI erano a porte chiuse e pieni di paura, venne Gesù e disse loro: «Pace a voi!». I discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». (Gv 20,19-23) 

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 La Pentecoste è la terza festa più importante del calendario cristiano, ma meno vissuta nella cristianità. Non è come il Natale o come Pasqua.

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pentecosteDomenica di Pentecoste

presso Chiesa Valdese - 9 giugno 2019

pastora Pina Giacalone Teresi

Il testo sacro è come un prisma di cristallo: la luce solare l’attraversa e schizzano, fuori da ogni faccia, una miriade di colori. Colori che sembrano mescolarsi, sovrapporsi, che appaiono innumerevoli, ma che, al contrario, hanno tutti una propria struttura e sempre la medesima sequenza, perché sono i colori dell’arcobaleno.

Così al nostro occhio poco attento, eventi che sembrano a sé stanti, che sembrano non avere alcun collegamento con altri eventi della storia sacra, improvvisamente prendono corpo, forma e struttura e si collegano tra loro come tessere di uno strabiliante mosaico, quello della storia della salvezza.

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cieli di DanteRIFLESSIONI SULLA TRINITA’

nella chiesa valdese di Marsala

       Questa domenica del 16 giugno è dedicata dalla Chiesa Valdese ad una riflessione sulla Trinità. E’ opportuno che almeno una volta all’anno ci si soffermi su questo dogma della nostra fede. Per i protestanti, e per noi Valdesi in particolare, la parola “dogma” è urticante, irrita. Irritiamoci pure, prendiamocela con i cattolici “ loro,sì, pieni di dogmi!”, ma questo è un dogma ed è un fondamento della nostra Confessione di fede del 1665, mai rimesso in discussione dai Sinodi successivi, fino ad oggi.

Mi sembra opportuno, a questo punto, riportare l’art.1 della Confessione di fede valdese del 1665

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PregareVangelo di Giovanni cap.16 versetti 23b-28 + 33

In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.

Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre».

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Culto Insieme ai fratelli nigeriani - 19 maggio 2019

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