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16 | 11 | 2018
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figli di ZebedeoI figli di Zebedeo

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

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Saluto a don Giuseppe Ponteponte

Ormai è certo che il nostro carissimo don Giuseppe Ponte, ormai in pensione, lascerà la comunità di Marsala e proseguirà la sua missione a Mazara del vallo. E ieri sera,mercoledí 17 ottobre, l'abbiamo voluto salutare alla nostra maniera. Insieme Valdesi, Pentecostali Apostolici e gruppo Chiesa Madre, con tanto pane consato e dolci vari. Come segno di affetto e riconoscenza scambio dei doni: a lui una bella penna stilografica perchè possa lasciarci qualche scritto da pensionato, a noi un piccolo magnete con la riproduzione della facciata della Chiesa Madre. Una bella serata trascorsa in armonia, in allegria, in fraternità.

Questo il saluto, letto dalla pastora pentecostale Pina Giacalone:

Carissimo fratello Giuseppe,

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sindaco LucanoA PROPOSITO DI RIACE

Oggi, domenica 14 ottobre 2018, la comunità di cristiani costituenti la chiesa valdese di Trapani e Marsala, riunita a Marsala nella propria Assemblea annuale dedicata al rinnovo degli organi collegiali e alla programmazione dell’anno ecclesiastico, ha riflettuto sulla accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo, richiamata con forza dal recente Sinodo Valdese di Agosto; si è quindi soffermata sulle vicende che interessano Riace e ha approvato il seguente documento:

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povertàUna fede senza favoritismi

Il testo da cui ho tratto la mia meditazione è quello previsto per questa domenica da “Un giorno, una parola” ed è estrapolato dall’Epistola di Giacomo.

L’Epistola di Giacomo è tra tutti i testi del Nuovo Testamento la lettera più scomoda. In essa non c’è alcun riferimento alla passione, alla morte, alla resurrezione di Gesù Cristo. Per tali motivi il suo inserimento nel canone biblico è stato abbastanza travagliato. Se non fosse per il primo verso sia del primo che del secondo capitolo (che sembrano siano delle aggiunte successive inserite al solo scopo di cristianizzare il testo) il nome di Gesù non verrebbe neppure nominato.

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emmausUn cuore libero di ardere

Due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio di nome Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi; e parlavano tra di loro di tutte le cose che erano accadute. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro. Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano.Egli domandò loro: «Di che discorrete fra di voi lungo il cammino?» Ed essi si fermarono tutti tristi. Uno dei due, che si chiamava Cleopa, gli rispose: «Tu solo, tra i forestieri, stando in Gerusalemme, non hai saputo le cose che vi sono accadute in questi giorni?» Egli disse loro: «Quali?» Essi gli risposero: «Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e i nostri magistrati lo hanno fatto condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da quando sono accadute queste cose. È vero che certe donne tra di noi ci hanno fatto stupire; andate la mattina di buon’ora al sepolcro, non hanno trovato il suo corpo, e sono ritornate dicendo di aver avuto anche una visione di angeli, i quali dicono che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato tutto come avevano detto le donne, ma lui non lo hanno visto».

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vito mancuso

Intervista a Vito Mancuso

“La Curia non dimentica". Arriverà un anti-Francesco.”Sesso, soldi e sangue. Delle tre esse che i maestri di giornalismo del Novecento indicavano come fattore propulsivo per ogni avventura editoriale, almeno due – sesso e soldi – sono le questioni che tengono inchiodata la Chiesa alla sua coscienza periclitante, alla verità ufficiale esausta e precaria, alla miseria di parte del suo clero, ai veleni dei suoi corvi.

Vito Mancuso è il teologo italiano che con più nettezza e severità osserva e indaga la realtà cattolica.

La salvezza della Chiesa passa dalle donne, dalla energia che esse custodiscono e non sono messe in condizione di liberare, e dall’abolizione del voto di castità, che oramai è insostenibile.

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immigratiManifesto per l’accoglienza
Questa è una chiesa che accoglie

  • «In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me» (Matteo 25,40)
    Dio si avvicina a noi come straniero: respingendo chi chiede il nostro aiuto chiudiamo la porta a Gesù che ci cerca e tende la sua mano.
     
  •  «Fui straniero e mi accoglieste» (Matteo 25,35)
    Annunciamo che la fede in Cristo ci impegna all’accoglienza nei confronti del prossimo che bussa alla nostra porta in cerca di aiuto, protezione e cure.
  •  «Nel giorno che Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio» (Genesi 5,1)

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spongUna critica della religione in una prospettiva mistica

Il vescovo Spong cerca la vita eterna in un io che si dilata fino all’eterno essere

John Shelby Spong è un vescovo, ora emerito, della Chiesa episcopale degli Stati Uniti, nato nel North Carolina nel 1931. Discepolo di Paul Tillich, ha scritto molti libri sui problemi posti oggi alla fede dalla visione scientifica, sempre con l’intento di essere capito dai lettori colti, anche se non teologi. Vita eterna è, per ora, il suo penultimo libro, pubblicato nel 2009. L’ultimo è un commento al Vangelo di Giovanni, in cui egli trova una chiave per una nuova comprensione di Gesù e di Dio.

Una nuova comprensione è quella che egli ritiene ormai indispensabile, perché la religione, anche la cristiana, non offre più risposte attendibili: «Il cuore non può adorare ciò che la mente rifiuta» (p. 150).

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