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24 | 03 | 2019
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genocidioIL GENOCIDIO NON E’ (SOLO) UNO STERMINIO DI MASSA

(intervento alla celebrazione della GIORNATA DELLA MEMORIA. promossa a Marsala dall’Associazione Arcobaleno e dalla chiesa Valdese il 25 gennaio 2019)

La giornata della memoria non riguarda il passato. Il passato, oggi, è qui, presente. La giornata della memoria non riguarda le vittime. Le vittime sono morte o sono sopravvissute con immensa fatica, come Primo Levi e Liliana Segre; e sono oggi qui, presenti.

La giornata della memoria riguarda i persecutori, gli aguzzini, gli annunciatori di una società di suprematisti ( come quelli del Ku-Klux-Klan), di superiori, di perfetti, di padroni, i cultori del dominio sugli altri, i sadici, gli pseudo scienziati (come il dottor Mengele), tutti costoro non sono morti. Sono tra di noi.

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nataleNATALE: CHE TIPO DI festa È?

Buon Natale! Questo è l’augurio che ci facciamo reciprocamente ogni anno verso il 25 dicembre. Ma che significa veramente per noi il Natale?

Tutti sappiamo che in questo giorno si festeggia la nascita di Gesù Cristo. Ma forse non tutti sappiamo che non si conosce ancora esattamente l’anno e specialmente il giorno di quella nascita, e che i cristiani dei primi tempi non celebravano il Natale; celebravano invece la risurrezione di Gesù, che è il fondamento solido ed essenziale della fede e della speranza in Lui e nella sua opera di salvezza.

Ma allora, perché la nascita di Gesù si festeggia il 25 dicembre?

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sindaco LucanoA PROPOSITO DI RIACE

Oggi, domenica 14 ottobre 2018, la comunità di cristiani costituenti la chiesa valdese di Trapani e Marsala, riunita a Marsala nella propria Assemblea annuale dedicata al rinnovo degli organi collegiali e alla programmazione dell’anno ecclesiastico, ha riflettuto sulla accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo, richiamata con forza dal recente Sinodo Valdese di Agosto; si è quindi soffermata sulle vicende che interessano Riace e ha approvato il seguente documento:

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immigratiManifesto per l’accoglienza
Questa è una chiesa che accoglie

  • «In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me» (Matteo 25,40)
    Dio si avvicina a noi come straniero: respingendo chi chiede il nostro aiuto chiudiamo la porta a Gesù che ci cerca e tende la sua mano.
     
  •  «Fui straniero e mi accoglieste» (Matteo 25,35)
    Annunciamo che la fede in Cristo ci impegna all’accoglienza nei confronti del prossimo che bussa alla nostra porta in cerca di aiuto, protezione e cure.
  •  «Nel giorno che Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio» (Genesi 5,1)

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alex2Il dialogo interreligioso e i suoi presupposti

Lo scorso 10 gennaio, il linguista Edoardo Lombardi Vallauri ha pubblicato, nell’ambito della sua rubrica Le parole della laicitàun’interessante riflessione sul dialogo interreligioso, rilevando opportunamente i paradossi che tale prassi presenta nella prospettiva cattolica che, pur sostenendo di volerla attuare, si trova nell’impossibilità di farlo a causa della presunzione di verità che soggiace alla struttura dogmatica del suo pensiero.

Mi trovo profondamente in accordo con la tesi del Nostro, nonché con le argomentazione a cui egli è ricorso per suffragarla. Quel che vorrei provare a discutere sono i presupposti che rendono il dialogo tra differenti sensibilità religiose una via, almeno potenzialmente, percorribile. A tale proposito, ritengo che le condizioni necessarie, anche se non sufficienti, siano tre.

La prima l’ha indicata lo stesso Vallauri, là dove, nell’articolo menzionato, egli fa riferimento alla de-dogmatizzazione della fede. In effetti si tratta di una questione ineludibile: sino a quando le religioni intenderanno strutturarsi come sistemi di dottrine, il cui linguaggio è esclusivamente assertivo e per ciò stesso impositivo e a-problematico, nessun dialogo potrà avere inizio.

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chiesaDiamo congedo alla sorella Matilde

Isaia 40:27-31

Caro Franco, cari parenti e amici, care sorelle e cari fratelli

ho scelto questi versetti del profeta Isaia in questo giorno in cui dobbiamo dare congedo alla sorella Giovina Matilde Leone perché, leggendoli, mi hanno subito richiamato alla mente le parole affettuose con cui Franco ieri mi ha parlato della sua cara mamma.

Il profeta Isaia dice al versetto 31:”ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”.

La forza e la tenacia, il non arrendersi e il non abbattersi sono qualità che, insieme alla grande generosità e disponibilità, hanno sempre contraddistinto la sorella Matilde, come veniva chiamata da tutti coloro che la conoscevano.

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de VergasPer la riconciliazione delle confessioni e delle religioni

 

Non dobbiamo confondere testo biblico e Parola di Dio. La “scomoda evidenza” delle contraddizioni interne alla Bibbia può condurci a riconsiderare il nostro modo di comprendere le Scritture e Dio e questo può far cadere i dogmatismi.

La disputa sugli universali, che ha nutrito buona parte della vita intellettuale del Medio Evo, non è certo terminata: esistono ancora, nella nostra epoca, i “realisti” (o “essenzialisti”), discepoli di Platone, e i “nominalisti” (o “strumentalisti”), eredi di Aristotele. Per i realisti le parole “uomo” o “Dio” designano dei concetti essenziali, vale a dire la realtà ultima ed universale dell’uomo e di Dio. Per i nominalisti, invece, tali parole non sono che degli strumenti che permettono allo spirito umano di riflettere e agire. 

La maggior parte dei catechismi e dei trattati di teologia in uso nelle nostre Chiese si basano sul Simbolo di Nicea, la confessione di fede del IV secolo alla quale aderiscono tutte le Chiese membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese, più la Chiesa Cattolica.

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PaoloRiccaLa Riforma: un evento rilevante per la storia cristiana, anche quella cattolica

intervista a Paolo Ricca a cura di Luca Baratto

Il prossimo 31 ottobre, il giorno che ricorda l’affissione delle 95 tesi di Martin Lutero contro le indulgenze, si terrà a Lund, Svezia, una commemorazione congiunta alla quale parteciperanno papa Francesco, il vescovo Munib Younan e il pastore Martin Junge, rispettivamente presidente e segretario generale della Federazione luterana mondiale (FLM), e la vescova Antje Jackléen, primate della Chiesa di Svezia. L’incontro, di fatto, aprirà gli eventi ufficiali del Cinquecentenario della Riforma protestante (1517-2017). A questo proposito abbiamo rivolto alcune domande al teologo valdese Paolo Ricca.

Dal suo punto di vista di teologo evangelico, come valuta l’evento di Lund? Lo valuto molto positivamente. Prima di tutto perché, a mia conoscenza, è la prima volta che un papa si associa pubblicamente a una celebrazione della Riforma, promossa dai luterani in casa luterana. In particolare, il fatto che papa Francesco si rechi a Lund accentua una volontà di decentramento del pontefice, che si sposta da Roma: lo aveva già mostrato inaugurando l’anno giubilare in Africa.

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