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14 | 12 | 2018
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ritornoIl ritorno di Gesú

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde; gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande. Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina».

Disse loro una parabola: «Guardate il fico e tutti gli alberi; quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l'estate è ormai vicina. Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti quelli che abitano su tutta la terra. Vegliate dunque, pregando in ogni momento, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per venire, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo». Di giorno Gesù insegnava nel tempio; poi usciva e passava la notte sul monte detto degli Ulivi. (Luca 21,25-37)

Cari fratelli e care sorelle, questa è la prima domenica di avvento, praticamente incominciamo un nuovo anno liturgico. Il tempo di avvento ci prepara e ci introduce al ricordo sempre attuale dell'incarnazione del Verbo di Dio. Ma la liturgia di quest’anno ci proietta già verso la seconda venuta di Cristo, quando ritornerà nella gloria.

In fondo questo è l'avvento più importante, quello a cui tutti ci dobbiamo preparare. I vangeli sinottici parlano di questa seconda venuta poco prima del racconto della passione di Cristo, si tratta della sua ultima predicazione. Lo stile è apocalittico: guerre, devastazioni, catastrofi naturali, distruzione del mondo. Non ci mettano troppa paura queste descrizioni catastrofiche, è uno stile orientale per ricordare che davanti a Cristo tutto assume un significato nuovo e anche il mondo, che sembra stabile ed eterno, avrà una fine, quando il Signore verrà a ridare un nuovo ordine a tutte le cose. Per sottolineare l’importanza di un evento gli scritti biblici mettono in scena catastrofi, devastazioni, tombe profanate, morti che tornano in vita. Potete rileggere anche come i vangeli narrano la morte di Gesú. Nello stesso vangelo di Luca (Lc 23,44-45) il sole si oscura da mezzogiorno alle quindici, scendono le tenebre e il grande drappo che separa le due aree del tempio si squarcia nel mezzo. Nel vangelo di Matteo (Mt 27,51-53) leggiamo: Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. Cari fratelli e care sorelle, fa parte della cultura orientale accompagnare con simili descrizioni straordinarie proprio gli eventi straordinari che si vogliono narrare. Questi non sono eventi storici, ma sono la interpretazione di eventi grandiosi che si vogliono raccontare.

Nel testo che stiamo meditando vediamo Gesù che inizia un discorso escatologico cogliendo l'occasione dalla lode che alcuni facevano del tempio di Gerusalemme. Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù dice che questo tempio sarebbe stato distrutto (Lc 21,5-7). Vi sarebbero stati segni premonitori, quali guerre di un popolo contro l'altro, persecuzione dei discepoli di Cristo, (Lc 21, 8-19) l'assedio e la distruzione di Gerusalemme (Lc 21,20-24). Dopo le sofferenze causate dagli uomini, Gesù passa, nel brano di oggi a parlare degli eventi cosmici e della sua venuta nella gloria.

E’ come dire che anche il creato non potrà restare insensibile alla venuta del Figlio dell'uomo. La descrizione è tipica dei discorsi apocalittici che annunciano e accompagnano l'intervento di Dio per il giudizio, un giudizio che riguarda tutto il creato, gli elementi materiali fanno cornice e partecipano alla sorte dell'umanità. Il sole, la luna e le stelle in Luca non vengono distrutti, ma portano in sé dei segni inquietanti. Il mare, che nella mentalità ebraica è simbolo del caos e incute paura, cercherà di uscire dai confini che il Signore gli aveva assegnato nella creazione. La reazione dell'umanità non può essere altro che di paura. Una paura che porta alla morte, un'attesa angosciante di ciò che potrà accadere. Infatti le potenze dei cieli, cioè gli astri che con la loro organizzazione reggono in modo ordinato l'universo, saranno sconvolte e nulla più avrà il suo solito ordine.

Gli sconvolgimenti cosmici annunciano la venuta del Figlio dell'uomo. Il Figlio dell'uomo arriva su una nube. La nube ricorda la Trasfigurazione (Lc 9,34), e l'Ascensione (At 1,9). Ci sono ancora dei punti in comune con l'episodio dell'Ascensione. L'angelo dice agli apostoli: "Questo Gesù che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo". Il Figlio dell'uomo viene con potenza e gloria: attributi divini che sottolineano la signoria di Cristo ora diventata visibile.
Mentre nel vangelo di Marco si associa la venuta di Cristo nella gloria con la raccolta di tutti gli eletti, Luca parla invece di liberazione. Luca parla a una comunità che sta soffrendo la persecuzione, l'incomprensione e la divisione anche all'interno della famiglia a causa del vangelo. Dunque Luca dona alcune parole di consolazione ai suoi uditori: la loro liberazione è vicina, non devono lasciarsi intimorire, ma possono ben alzare il capo, come uomini e donne liberi.

 Luca termina il discorso escatologico con l'esortazione a rimanere vigilanti. Infatti, anche se vi saranno diversi segni premonitori, il cristiano non deve lasciarsi andare alle cose che possono fare appesantire il cuore e fare perdere il desiderio dell'incontro con Gesù. Queste attività sono cose negative, come le dissipazioni e le ubriachezze, ma anche cose necessarie e positive, come gli affanni della vita. Anche questi però sono pericolosi se acquistano troppa importanza e fanno perdere di vista il fine ultimo della vita umana.

Se si perde di vista il senso della propria esistenza, se si allenta la tensione, il desiderio verso Dio, allora la Sua venuta sarà proprio come lo scattare di una trappola per uccelli. Questo discorso vale per tutta l'umanità e non solo per i discepoli di Cristo.

Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo".
Ecco dunque l'esortazione finale. Cosa dobbiamo fare? Vegliare, cioè mantenere desta l'attenzione, vivere il quotidiano con uno sguardo sempre rivolto al futuro, alla volontà di Dio, all'incontro con Lui. Inoltre il discepolo di Cristo deve pregare, cioè mantenere vivo il contatto, il dialogo con Dio.

Questo lo aiuterà a vegliare e inoltre gli darà la forza di superare le difficoltà, la paura, le catastrofi che precedono la venuta del Figlio dell'uomo, e infine lo renderà degno di comparire davanti a Lui per il giudizio finale.

In questo modo il discorso sulle realtà ultime si concretizza in un insieme di raccomandazioni per il tempo presente. L'evangelista ci esorta a mantenere vivo il desiderio di incontrare Gesù, di pregare, di non lasciarsi andare a ubriachezze ma nemmeno di lasciarsi angosciare troppo dalle attività e dai problemi della vita quotidiana. Vi è una persona molto importante che un giorno incontreremo ed è necessario desiderare questo incontro, prepararsi ad esso con gioia.

Meditiamo e cerchiamo di dare una risposta sincera a queste domane:
- Quale è il mio atteggiamento nei confronti delle cose che finiscono?
- Cosa mi aspetto dal mio incontro con Gesù nella gloria?

- La mia preghiera è costante? Quali contenuti ha la mia preghiera?

Restiamo qualche minuto in silenzio e in meditazione.

Franco D'Amico - culto del 2 dic 2018

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