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24 | 05 | 2019
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donne al sepolcroLe donne al sepolcro

Fratelli e sorelle nella comune fede cristiana, vi confesso lo smarrimento che provo quando mi avvicino alla sacre scritture e leggo lo sbigottimento delle donne che vanno al sepolcro per imbalsamare il corpo di Gesú e invece trovano un sepolcro vuoto. Gesú non è in quel sepolcro, la morte non ha potuto trattenerlo. Un particolare interessante, l’evangelista Luca ci fa notare che le donne tengono il volto chino a terra, impaurite per quello che stanno vedendo. Una esperienza inattesa, che le renderà testimoni dell’imprevedibile. Gesú è il vivente, non lo si trova fra i morti, fra quelli che hanno chiuso i conti con questa vita terrena.

La resurrezione è la piú misteriosa e la piú incredibile opera di Dio, quella che sfida la nostra intelligenza e il nostro buon senso.

In quel sepolcro era stato messo il corpo crocefisso di Gesú…e ora che succede? Cos’è successo? Dopo lo smarrimento le donne sono confuse, anche se cominciano a capire che il tempo del dolore e delle lacrime è finito. Gesú è vivo, l’aloe e la mirra non servono piú. Gesu’ risorto comincia a farsi vedere, prima dalle donne, poi da due discepoli ad Emmaus, poi dagli apostoli. Tommaso è costretto a ricredersi. Gesu’ appare proprio per venire incontro ai suoi dubbi: ecco le mie ferite, ecco le mie mani, puoi toccarle…ma Tommaso si guarda bene dal farlo, crede e professa la sua grande fede: Mio Signore e mio Dio! E ai piedi del risorto nasce la fede cristiana. Nella lettera ai Romani 6,5 Paolo scrive: Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua resurrezione.

Questa è la nostra fede: saremo uniti a Cristo risorto, anche noi sconfiggeremo la morte e vivremo in qualche modo uniti a Dio, che ha risuscitato Gesú e che risusciterà anche noi, se saremo stati discepoli fedeli.

L’esperienza Pasquale porta i discepoli di Gesú a rivedere la loro comprensione delle scritture sacre, e a capire la relazione vissuta col loro maestro. Gli apostoli hanno tentennato prima di credere alla testimonianza delle donne, non erano preparati a questo grande evento. Tutto finito, dopo la croce non c’è futuro. Le parole di Gesú sono solo un ricordo, non hanno cambiato la realtà, il potere sta nel sinedrio e nel pretorio, questo è l’unico regno che conta. Cosí avranno pensato gli apostoli. E Pietro era giá tornato nella sua barca a preparare le sue reti. Per loro, come anche per noi, la morte è la fine di ogni cosa. Ma ora Dio apre una breccia e smonta le nostre convinzioni e le nostre convenzioni culturali. Possiamo benissimo dire che noi oggi crediamo proprio perché gli apostoli non hanno creduto. I vangeli, pur discordando su tanti particolari, sono concordi nel mostrare la loro incertezza, sará soltanto a Pentecoste che la loro fede ne fará dei giganti coraggiosi. Ma dovranno reinterpretare le scritture sacre, dovranno riferire a Gesú tutto quello che nel primo testamento riguardava la figura del promesso Messia. La vita di Gesú viene letta come la realizzazione di profezie antiche.

Cari fratelle e care sorelle, anche noi siamo sfidati a rivedere la nostra vita e le nostre relazioni. La grande pietra del sepolcro è stata smossa dall’intervento di Dio. Le speranze non possono svanire, l’ingiustizia non puo’ avere l’ultima parola, il regno di Dio è un progetto di vita, e la vita di Gesu’ deve trionfare sulla morte.

Quante volte anche noi abbiamo sepolto le nostre speranze nel sepolcro della delusione piu’ profonda!... quando il nostro amore non è stato corrisposto o noi stessi non abbiamo saputo rispondere con amore ai bisogni del nostro prossimo, unito a noi nelle tante relazioni della vita umana. Bisogna che anche noi impariamo a rileggere la nostra storia, storia di successi e di fallimenti, di gioia e di dolori, alla luce della risurrezione di Gesu’. Dio spostera’ sempre i macigni che imprigionano la nostra fede e la nostra speranza.

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I discepoli hanno visto Dio all’opera nell’opera di Gesú, hanno ascoltato Dio nelle parole di Gesú. E in Galilea, dove tutto ebbe inizio, Gesú risorto vuole dare loro l’ultimo insegnamento, che un teologo dei nostri giorni rende benissimo cosí…

Andate in tutte le nazioni, andate da coloro che avete definito oltre i confini di Dio.

Andate da coloro che avete giudicato inadeguati.

Andate dai non circoncisi, dagli impuri, dai perduti, dai non battezzati, e dai diversi.

Andate oltre il livello delle vostre esigenze di sicurezza. Andate da coloro che vi minacciano. Abbracciateli come parte della famiglia umana.

Rendete anche loro discepoli di Gesú, come voi stessi. Accettateli come compagni pellegrini che camminano nel mistero di Dio.

Proclamate loro la buona notizia dell’amore infinito di Dio, un amore che ci abbraccia tutti.

Permettete alle vostre paure di dissolversi e dite addio anche alle vostre insicurezze, ai vostri pregiudizi, ai vostri confini.

Nella comunità umana c’è posto per tutti, imparate a mettere in pratica questa verità. Non ci sono emarginati per l’amore di Dio.

Fate tutti miei discepoli, battezzateli e rendeteli fratelli nel cammino della vita e della fede.

Franco D’Amico – 30 aprile 2019

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