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16 | 11 | 2018
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Niente di sacro se non l’umano.

 

Per un nuovo sguardo sui testi biblici

Nell’accostare la realtà, non semplicemente il tema, del rapporto tra omoaffettività e scritture ebraico-cristiane, vorrei prendere le mosse da due brevi premesse.

La prima di esse riguarda l’aspetto nevralgico del linguaggio e dei contenuti che esso veicola: sono difatti dell’avviso che sia opportuno imparare a confrontarci non con l’omosessualità, bensì con l’omoaffettività, termine assai più attento, a mio avviso, al fatto che al centro delle relazioni che coinvolgono sentimentalmente due donne o due uomini vi sia una dimensione affettiva variegata e complessa, in seno alla quale la componente sessuale è certamente significativa ma non univoca: la concentrazione esclusiva su quest’ultima è dovuta ad un’ossessione che contraddistingue le ristrettezze ed il rigore del pensiero ecclesiastico, non la realtà viva e pulsante delle relazioni.

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DUBBIO E FEDE: STORIA DI DUE GEMELLI

1. Giovanni: un vangelo da imparare a leggere

Prima di accingerci a commentare insieme il nostro passo di oggi, è necessario svolgere una premessa: l’evangelo giovanneo (chiamato anche quarto vangelo per il fatto di essere il più recente tra i cosiddetti vangeli canonici che sono entrati a far parte del Secondo Testamento) è un testo estremamente complesso in cui imparare ad orientarsi, poiché si tratta di uno scritto che fa ricorso ad un linguaggio ricco di simboli che è necessario imparare a riconoscere e a decodificare.

All’evangelo giovanneo è pertanto necessario accostarsi attraverso una serie di studi articolati ed approfonditi, che consentano di entrare progressivamente in confidenza con il ricco e complesso linguaggio utilizzato dal suo redattore. Oggi, naturalmente, non disponiamo del tempo necessario per compiere questo percorso: dovremo pertanto avventurarci all’interno di un breve brano dell’evangelo senza ancora disporre degli strumenti necessari ad effettuarne una lettura approfondita. Anche avventurarsi con audacia e consapevolezza dei propri limiti rappresenta, ad ogni modo, un percorso affascinante: inauguriamolo, dunque, incominciando dalla lettura del nostro brano, di cui offro qui di seguito la traduzione che ne ho svolta, cercando di mantenermi il più possibile fedele al testo nella sua forma originaria.

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STAI SOFFRENDO?  PREGA!

Ai malcapitati  nella conversazione  ( alias, studio biblico) in cui ci siamo imbarcati la sera del 7 marzo 2017, in quel di Marsala, nel  “tempio” valdese. Libera riproduzione, deliberatamente infedele…o quasi.

Stai soffrendo? Prega! Sei contento? Canta!  Sei malato?  Chiama gli anziani, che preghino per te e ti ungano di olio. Attraverso le loro preghiere potrebbe avvenire che Dio ti guarisca e, anche, ( visto che è già lì a guarirti – questo lo aggiungo io) ti perdoni i peccati.

Così mi torna in mente, questa mattina, otto marzo, il nucleo – per quel che appare a me - della discussione che abbiamo fatto ieri sera, seduti attorno all’ampio tavolo, bianco delle due tovaglie distese a coprire il marrone degli otto tavolini accostati.  Da qualche minuto ci avevano salutato i fratelli e le sorelle cattoliche e pentecostali, con le quali e con i quali avevamo celebrato la giornata mondiale di preghiera  delle donne, offerta dalle lavoratrici sfruttate delle Filippine.

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ESEGESI DI GENESI 38: TAMAR, LA VEDOVA DISCUTIBILE?

“Cos’è la Bibbia? La Bibbia è un libro fatto di molti libri, e in ciascuno di questi libri vi sono molte frasi, e in ognuna di queste frasi molte stelle, olivi e fontane, asinelli e alberi di fico, campi di grano e pesci, e il vento, dovunque il vento, il malva del vento della sera, il rosa della brezza mattutina, il nero delle grandi tempeste. I libri d'oggi sono di carta. I libri di un tempo erano di pelle. La Bibbia è il solo libro d'aria: un diluvio d'inchiostro e di vento. Un libro impossibile da tenere fra le mani tranquillamente, per una lettura calma, distaccata: spiccherebbe immediatamente il volo!” (Christian Bobin) “Conosciamo la rivelazione di Dio nella storia del popolo di Israele e nella storia di Gesù di Nazareth solo attraverso la testimonianza delle Sacre Scritture. (...) esse hanno una cosa in comune: sono testimonianze dell’incontro con il Dio trinitario che cerca attivamente di incontrare l’umanità. È proprio dell’essenza di Dio, come testimoniato nella Bibbia, il fatto che Egli non rimanga solo. Dio va oltre il proprio sé e, attraverso la creazione del mondo e degli esseri umani, dà vita a un interlocutore per il quale Dio è presente e al quale Dio parla.” (CCPE, documento sulla „Parola‟)

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